Crocetta, campagna di castità

Giuseppe Pipitone
20/08/2012

Sicilia: che c'è dietro la sparata del candidato.

Crocetta, campagna di castità

Prima ha spiazzato tutti lanciando la sua candidatura a presidente della Sicilia su Facebook. Poi, dopo aver sparigliato le carte in gioco, ha iniziato a ricucire per allargare la rosa degli alleati. Infine, per lanciare col botto la campagna elettorale, ha deciso di fare voto di castità, promettendo di dire addio al sesso se dovesse essere eletto alla guida della Regione.
COALIZIONE ETEROGENEA. In un rovente mese d’agosto Rosario Crocetta, per 10 anni sindaco comunista di Gela e oggi eurodeputato del Partito democratico (Pd), è riuscito a creare attorno alla sua persona una coalizione eterogenea: ex comunisti come Antonello Cracolici e democristiani doc come Gianpiero D’Alia, agguerriti oppositori di Totò Cuffaro come Beppe Lumia e gente come Nino Dina, deputato regionale un tempo vicino all’ex governatore detenuto a Rebibbia per concorso esterno in associazione mafiosa.
Un delicato lavoro di mediazione che ha portato prima l’Udc ad appoggiarlo nella corsa a palazzo d’Orleans e poi il suo partito, il Pd, a stoppare le guerre intestine e a investirlo come candidato ufficiale a governatore dell’Isola.
LA RIVOLUZIONE DI UN GIORNO. «La rivoluzione di Crocetta è durata un giorno: poi si è alleato col partito di Totò Cuffaro», lo ha attaccato aspramente il rivale Claudio Fava, pure lui in corsa per la presidenza con Sel e la Federazione della Sinistra.
«Quello non è il partito di Cuffaro: adesso l’Udc è cambiato e non candideremo indagati e condannati», si è difeso lui, padrone di una dialettica di stretta osservanza vendoliana. Perché per Rosario Crocetta «in Sicilia, i teorici della sinistra solitaria dicono che la rivoluzione si fa da soli, come dire che la rivoluzione si fa perdendo».
Ed è proprio per non perdere che l’ex sindaco di Gela, un tempo interfaccia di Oliviero Diliberto, ha iniziato a corteggiare gli elettori moderati, in un clima da campagna elettorale che è scoppiato subito dopo Ferragosto.
L’ultima sparata è quella sul voto di castità. «Se divento presidente dirò addio al sesso e mi considererò sposato con la Sicilia, le siciliane e i siciliani», ha promesso l’aspirante presidente durante la trasmissione KlausCondicio, condotta proprio da quel Klaus Davi che era stato suo consulente d’immagine a Gela.

Crocetta: «Certamente non farò la fine di Silvio Berlusconi»

Una promessa, quella della castità, che avrà rincuorato gli elettori medi dell’Udc, che in Sicilia più che altrove hanno bisogno di un’iniezione di fiducia prima di votare un’ex comunista omosessuale dichiarato.
«NIENTE SESSO, SIAMO SINDACI». «Quando si hanno ruoli pubblici si deve essere molto prudenti e molto casti. Quando ero sindaco di Gela mi chiedevano spesso se avessi un compagno o una storia, e io rispondevo: Niente sesso, siamo sindaci. Guidare la cosa pubblica è come entrare in un convento e non ho neanche più l’età per certe scorribande», ha proseguito il 62enne Crocetta, che non ha nemmeno dimenticato come gli elettori dell’Udc siciliano abbiano votato più volte in passato per Silvio Berlusconi.
Ecco, dunque il fallimento dell’ex premier è imputabile proprio a quell’oggetto proibito: «Certamente non farò la fine di Silvio Berlusconi che si è consumato sia per la sua incapacità politica che per le donne, diciamo la verità, pur avendo più anni di me».
IL TRADIMENTO DEL CAV. Poi, sempre a Klaus Davi ha spiegato che «Berlusconi è stato in sintonia con gli italiani, ha cercato di interpretarne una rivolta contro la politica e poi però ha tradito se stesso e, cosa più grave, ha tradito gli italiani, finendo per rimbarcare un bel po’ di riciclati».
E mentre sul web infuria la polemica sulla sua promessa di castità, l’aspirante presidente ha incontrato Cateno De Luca, candidato presidente del movimento Sicilia vera, indagato per abuso d’ufficio e concussione, famoso per essersi presentato in conferenza stampa vestito della sola bandiera della Trinacria senza niente sotto.
Ulteriori prove di allargamento della maggioranza? «Ho apprezzato», ha detto De Luca, «la disponibilità all’ascolto di Crocetta ma ancora non è tempo di matrimoni». Anche perché, se matrimonio ci sarà, coinvolgerà la Sicilia intera.