Crosetto telefona a Piazza Pulita e litiga con Montanari sull’Ucraina

Alessia Laudati
02/02/2024

Il ministro chiama a sorpresa per difendere l’operato del governo e il sostegno militare a Kyiv. Il rettore dell'università di Siena replica: «È imperialismo mediatico». Un vizio, quello della chiamata a sorpresa nei talk, che risale a Silvio Berlusconi e non è mai passato di moda.

Crosetto telefona a Piazza Pulita e litiga con Montanari sull’Ucraina

«Buonasera Crosetto, ci dica». Corrado Formigli a PiazzaPulita su La7 accoglie così la telefonata non programmata di giovedì primo febbraio del ministro della Difesa Guido Crosetto. In studio si parla di Ucraina. L’obiettivo è difendere l’operato del governo e rimandare al mittente, il professore Tomaso Montanari, le accuse al governo e alla Ue di aver legittimato l’uso prolungato delle armi abbandonando l’impegno diplomatico. «Se lasciamo andare alcuni ragionamenti, ci allontaniamo dalla realtà», ha spiegatop Crosetto. «Non c’è qualcuno che ha voluto che l’Ucraina continuasse a combattere, rischiando l’estinzione. L’Ucraina ha chiesto aiuto a tutto il mondo per difendersi da un attacco dei russi». E, ancora: «Non c’è stato un solo giorno in cui hanno smesso di cadere le bombe russe e hanno smesso di tacere i carri armati russi. E nonostante questo abbiamo cercato in questi mesi anche la strada alternativa», ha attaccato Crosetto rivendicando la paternità dell’organizzazione della missione del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in visita a Zelensky.

Crosetto contro Montanari: «Mi dispiace che lei insegni ai giovani, arrivederci»

«Se l’Ucraina avesse fatto lo stesso discorso di Montanari stasera, cioè avesse smesso di difenderla, gli attacchi non sarebbero smessi. Non facciamo un racconto che cerca di sostenere la guerra. C’è un governo che cerca la pace», attacca Crosetto. Poi le battute finali contro il professore. «La democrazia di Montanari prevede che il governo non dica la sua. Chiuderebbe la bocca a chiunque». Infine l’affondo: «Mi dispiace che lei insegni ai giovani, arrivederci».

Crosetto telefona in diretta a Piazza Pulita e litiga con Montanari sull’Ucraina
Tomaso Montanari durante un evento pubblico. (Imagoeconomica)

La replica di Montanari: «È imperialismo mediatico»

Montanari ha poi replicato all’attacco del titolare della Difesa. «Noto che è veramente singolare, in un momento in cui questo governo dispone di un megafono mediatico immenso, che il ministro Crosetto si senta di intervenire in un dibattito del genere. L’atteggiamento di questo governo verso l’informazione mi colpisce molto», ha detto il rettore dell’Università per stranieri di Siena. «L’intervento diretto non programmato è una cosa molto singolare, che va nel conto di un imperialismo mediatico molto forte, commentando quello che abbiamo detto e addirittura quello che non abbiamo ancora detto».

Le telefonate dei politici negli studi tv: da Berlusconi a Di Maio

Il filo diretto tra politica e talk televisivi ha una storia antica. Campione di telefonate in studio resta senza dubbio Silvio Berlusconi, a partire dalla storica chiamata a Il Raggio Verde di Michele Santoro del 2001 con il suo «si contenga». Nel 2010 il Cav chiamò invece lo studio di Ballarò condotto da Giovanni Floris per contestare la ricostruzione sull’operato del governo riguardo al problema rifiuti a Napoli. Un anno dopo B. ancora presidente del Consiglio chiamò in diretta Gad Lerner a L’Infedele dove si parlava del caso Ruby. «Una trasmissione disgustosa, una conduzione spregevole, turpe e ripugnante», fu il suo commento. Il vizio della chiamata in diretta è bipartisan. Nel 2018 per esempio toccò a Luigi Di Maio, allora leader del M5s, che chiamò in diretta Che tempo che fa di Fabio Fazio annunciando tra l’altro la sua intenzione di chiedere l’impeachment per Sergio Mattarella. Poco dopo, durante la stessa puntata, fu la volta del reggente del Pd Maurizio Martina che replicò al deputato pentastellato.