Cruciani, il domatore dei mediocri

Caterina Speziale
25/08/2012

Chi è la voce de La Zanzara di Radio24.

Cruciani, il domatore dei mediocri

Sembra cinico, duro e spietato per un semplice motivo. Giuseppe Cruciani è davvero così, o fa di tutto per esserlo: nei fatti è la stessa cosa. Al panorama dei conduttori e personaggi televisivi serve un duro, e il conduttore-inventore de La Zanzara su Radio24 ci mette immaginazione, grinta e soprattutto lingua.
Capita che dica a un ascoltatore al telefono: «Lei è un cretino, è importante che lei sappia che è un cretino». Altro insulto preferito da Cruciani è «talebano». Memorabili poi i battibecchi con l’altro conduttore, David Parenzo. Cruciani insomma ci fa, ma nel senso che fa di tutto per entrare nel personaggio: immedesimazione totale in una sorta di Clint Eastwood del Far west radiofonico, anche se a volte rischia di sembrare un Michael Corleone: spietato solo per interessi superiori. In questo caso l’audience.

Cruciani e i cinque minuti di gloria dei peones

E infatti gli ascolti gli danno ragione. I peones di Montecitorio sono ben contenti di collegarsi, di essere sollecitati su argomenti scomodi, di tirare fuori enormità subito riprese dai giornali. I politici più discussi si prendono le lavate di testa a volte con gioia altre no, ma in fondo non importa. Perché Cruciani, insieme all’economista Oscar Giannino, fa sempre ascolti.
CORTEGGIATO DA RADIO 105. Ed è una sicurezza economica per l’emittente di Confindustria. Al punto che, si racconta a Via Monte Rosa, nonostante i rapporti tirati con gli altri giornalisti della testata, e il comitato di redazione soggetto a periodici travasi di liquidi dato l’altissimo rischio querela de La Zanzara, il direttore di allora Gianfranco Fabi difende la totale autonomia editoriale di Cruciani (e lo stesso fa l’attuale, Fabio Tamburini). Anche un po’ per evitare che faccia fagotto e si trasferisca a Radio 105, che lo starebbe corteggiando.

Dalla galassia di Radio Radicale a quella di Via Monte Rosa

La formula de La Zanzara è quella di un infotainment fondato su una dichiarata strategia della provocazione: il bar sotto casa portato direttamente in casa, anche grazie alle mille vite (anche su internet) del medium radiofonico.
CONDUCEVA LINEA AL MONDO. Ma all’inizio degli ‘Anni zero’ Cruciani, che proviene dalla galassia di Radio Radicale, ed è stato assunto a Radio24 da Giancarlo Loquenzi, si occupava di politica estera, e realizzava servizi pacati per un programma dal sobrio titolo Linea al mondo. Quando, nel 2005, arrivò alla direzione dell’emittente Giancarlo Santalmassi, Cruciani che di fatto poco tempo prima aveva preso il suo posto alla conduzione di un programma, riuscì a stipulare un patto di non belligeranza. E gli si aprirono le porte della fascia serale, da sempre quella più importante di Radio24. Dal 2008 in poi partì La Zanzara.

Famoso grazie al gossip e all’amore per le donne (altrui)

Ma intanto, al di là della innegabile sostanza giornalistica, Cruciani era già diventato famoso grazie al gossip. Nel 2002 fu paparazzato mentre baciava la moglie di Jovanotti. Ne seguì un mezzo scandalo e infine il perdono del rapper nei confronti della compagna. Da allora la fama di donnaiolo vorace accompagna il giornalista romano. E intorno alla sua figura si accumulano particolari leggendari, per esempio che mangi quasi niente e che sia un running addicted. Una sorta di byroniano asceta della provocazione.  
LE OPINIONI SCOTTANTI SUL CASO RUBY. E il mix di sensibilità giornalistica e capacità di farsi personaggio risultano alla fine postmodernamente godibili.
Anche quando, come in una puntata di Agorà a proposito del Rubygate, Cruciani ha tirato al massimo la corda affermando: «Vendere il proprio corpo è un segnale che c’è la libertà […]Se non esistesse, non esisterebbe la società occidentale». Come sei nei regimi illiberali e dittatoriali il «puttanesimo» (citiamo il film L’armata Brancaleone) fosse bandito. Anche su Twitter Cruciani battibecca spesso con i followers: ultima uscita tranchant a proposito della condanna di Antonio Conte: «La giustizia sportiva è un aborto da cancellare».
Se il teatro dell’informazione ha bisogno di qualche cattivone, insomma, Cruciani ne ha il phisyque, e l’âme, du role


Cruciani ospite ad Agorà