Cuneo fiscale e sviluppo: Monti punta sulla crescita

Redazione
24/08/2012

Il Consiglio dei ministri, incentrato sull’agenda per la crescita, è durato più di otto ore. Dalle 10 di venerdì 24...

Il Consiglio dei ministri, incentrato
sull’agenda per la crescita
, è durato più di otto
ore.
Dalle 10 di venerdì 24 agosto il presidente del Consiglio, Mario
Monti e i ministri hanno valutato i prossimi passi del governo
con l’obiettivo di approvare provvedimenti per lo sviluppo
nel consiglio della prossima settimana (27 agosto – 2 settembre,
ndr).
Nel corso del pomeriggio alcuni ministri, come Giulio Terzi
(Esteri) ed Elsa Fornero (Lavoro), hanno lasciato la riunione ma
il resto dell’esecutivo è ancora riunito.
AIUTARE I GIOVANI. Tra i temi princpali del
tavolo: un nuovo mini-pacchetto per lo sviluppo, la
riduzione del cuneo fiscale, misure ‘mirate’ per i
giovani e il riordino degli incentivi alle imprese.
Obiettivi che assieme al taglio del debito pubblico e alla
riduzione della spesa, sono cruciale nella strategia di politica
economica dei prossimi mesi.

Primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva

Quello di venerdì 24 agosto è stato il primo Consiglio dei
ministri dopo la breve pausa estiva. Molte le idee
circolate. Ma le ‘regine’ dell’estate sono senza
dubbio il taglio all’Irpef e quello al cuneo fiscale.
Ecco in sintesi i diversi dossier:

MENO IRPEF E MENO CUNEO. Le due misure hanno un
comun denominatore. Costano moltissimo: 5 miliardi per ogni punto
Irpef in meno sulla fascia più bassa e 10 miliardi come
intervento minimo sul cuneo fiscale per i lavoratori. Le voci si
rincorrono. Ma l’intervento potrebbe essere preso in
considerazione solo in tempi (finanziariamente) migliori.

MENO TASSE PER INFRASTRUTTURE. Si pensa alla
sterilizzazione totale dell’Iva per realizzare nuove
infrastrutture. Questo potrebbe avere un impatto di 5-6 punti sul
Pil. L’idea piace a Squinzi, Bersani, Catricalà e Ance.
Inoltre al prossimo Cipe si discuterà della Orte-Mestre: vale
circa 10 miliardi.

START UP E SEMPLIFICAZIONI. L’obiettivo è
aiutare la nascita di nuove imprese, le start up riunendo in un
unico fondo le risorse già disponibili, pari ad alcune decine di
milioni di euro, ma finora non utilizzate a pieno. Toccherà poi
alle semplificazioni burocratiche (per esempio la Via-sprint) a
favore delle imprese, più volte richieste dalle associazioni
imprenditoriali (con le quali Monti potrebbe fare il punto il 5
settembre), e alla banda larga (con l’implementazione
dell’Agenda digitale per annullare entro il 2013 il digital
divide con la diffusione della banda ultralarga), accompagnata da
una spinta all’e-commerce e all’e-government.

LAVORO GIOVANI. Il ministro del lavoro Elsa
Fornero ha annunciato misure per favorire il lavoro dei più
giovani. Già è partita l’Srl semplificata con capitale a 1
euro. Un’idea la ribadisce il sindacato: credito di imposta
per l’assunzione dei giovani.

ITALIA VERDE. Recupero e valorizzazione delle
aree industriali dismesse, decarbonizzazione dell’economia,
sicurezza del territorio e corretta gestione di rifiuti e acqua.
È la strategia del ministro dell’Ambiente Corrado
Clini, assieme a pedaggi più leggeri per chi inquina meno in
autostrada.

MENO AEROPORTI E PIANO CASA. Dovrebbe arrivare
il piano nazionale per gli aeroporti, una sorta di graduatoria
per eliminare quelli meno utili, a cui sta lavorando il
viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia. Alle
Infrastrutture si lavora anche al capitolo edilizia, entrato
finora in più provvedimenti del governo ma per il quale
potrebbero arrivare nuovi incentivi. E si procede sul piano casa
che punta a mobilitare risorse per 2 miliardi.

PIANO ENERGIA. Si metterà innanzitutto mano al
piano energetico nazionale, incentrato su quattro priorità:
efficienza energetica, trasformazione dell’Italia in hub del
gas sud-europeo, sviluppo ma questa volta “sostenibile”
delle rinnovabili e rilancio della produzione nazionale di
idrocarburi. Il capitolo più complicato è proprio l’ultimo,
lo stesso che potrebbe dare il maggiore slancio all’economia
(il ministero ha stimato un aumento di Pil di quasi mezzo punto
con una riduzione della bolletta energetica di 6 miliardi
l’anno) e all’occupazione (con 25 mila posti di lavoro
stabili in più).

TERREMOTO E ILVA FUORI SACCO. Tra gli argomenti
che non compaiono all’ordine del giorno del Cdm ma che
dovrebbero essere trattati: la proroga allo stop dopo il sisma
per le tasse di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. E la crisi
dell’Ilva e, se necessario, il finanziamento degli
ammortizzatori sociali.