Le cose da sapere sul D-Day, lo sbarco alleato in Normandia

Il 6 giugno 1944 le truppe di 15 Paesi misero piede sul suolo francese. Cominciò così l'attacco finale al Terzo Reich.

06 Giugno 2019 05.30
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Il giorno più lungo. Lo sbarco alleato in Normandia del 6 giugno 1944 è spesso ricordato così, col titolo del celebre film del 1962. Quel giorno 156 mila soldati appartenenti a 15 differenti Paesi presero terra dal mare e dall’aria sul continente europeo, scontrandosi con 50 mila soldati tedeschi e costituendo cinque teste di ponte da cui partì la conquista della Fortezza Europa.

Il principe Carlo, la regina Elisabetta, il presidente Usa Donald Trump e la First Lady Melania alle celebrazioni per il 75esimo anniversario del D-Day.

L’OPERAZIONE OVERLORD

Chi partecipa alle commemorazioni lo chiama semplicemente D-Day. Ma in realtà un D-Day nel gergo militare anglosassone è semplicemente un qualunque giorno di attacco: Giorno-G, si direbbe in italiano, e infatti la locuzione francese è Jour-J. Quello che dunque divenne il D-Day per eccellenza era in realtà l’operazione Overlord strutturata in altre sotto-operazioni.

Truppe alleate salgono a bordo delle imbarcazioni dalle spiagge britanniche il 3 giugno 1944.

IL DEPISTAGGIO: L’OPERAZIONE BODYGUARD

Una volta appurato che l’Italia era troppo stretta e montagnosa per organizzare l’attacco contro la Germania, si optò per la Francia. Decisione seguita da una serie di attività di intelligence e soprattutto di depistaggi. Questa operazione preparatoria definita Bodyguard convinse i tedeschi a appostare il grosso delle loro forze a Calais. Invece l’attacco fu sferrato in Normandia.

Le navi da guerra alleate a Omaha Beach.

IL SEGNALE RADIO CON I VERSI DI VERLAINE

Il segnale lo diede Radio Londra con un verso della Canzone di Autunno di Paul Verlaine: «I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno». Era l’ordine al Maquis francese della regione di Orléans di sabotare a tutto spiano la rete logistica tedesca. Il verso successivo fu recitato il 5 giugno: «feriscono il mio cuore con monotono languore».

Paracadutisti alleati atterrano sulle spiagge della Normandia il 6 giugno 1944.

L’ATTACCO DAL CIELO

A mezzanotte 9.200 aerei alleati partirono. Con le operazioni Tonga, Detroit e Chicago si lanciarono 8.500 paracadutisti e aliantisti britannici e canadesi e 12.468 americani. Con loro furono lanciati anche 200 “Ruebens”, manichini di gomma con paracadute e petardi per attirare i tedeschi in zone diverse dai veri aviosbarchi. Ma i parà pagarono comunque un tributo pesante: 3.799 tra morti, feriti e dispersi, contro i 7.844 delle spiagge.

Soldati americani scaricano veicoli militari dalle navi.

LO SBARCO ALLE 5 E 30 DEL MATTINO

Con l’operazione Neptune, si presentarono di fronte alle coste normanne cinque corazzate, 23 incrociatori, 104 cacciatorpedinieri, 71 corvette e ben 6.483 tra navi di linea, navi ospedale, navi mercantili e mezzi di trasporto per veicoli corazzati. Alle 5 e 30 migliaia di uomini iniziarono a scendere dalle navi sui mezzi da sbarco, mentre i cannoni aprivano il fuoco, e attaccavano dall’alto.

Un bunker tedesco a Utah Beach.

LE CINQUE SPIAGGE DELL’ASSALTO

Da Ovest a Est le cinque spiagge dello sbarco furono la Utah, affidata alla quarta divisione Usa, la Omaha, alla 29esima e alla prima divisioni Usa, la Gold affidata alla 50esima divisione britannica, la Juno alla terza divisione di fanteria canadese e infine la Sword affidata alla seconda armata britannica insieme con 177 uomini della Francia libera.

Sopravvissuti allo sbarco cercano rifugio su un gommone a Omaha Beach.

Le perdite furono minime alle estremità. A Utah un fortunato errore portò infatti le truppe in un punto sbagliato, ma più sicuro. C’era però poco spazio di manovra e il generale Theodore Roosevelt jr per evitare un imbottigliamento si lanciò subito verso l’interno. I caduti furono solo 197 su 23 mila. Nella Sword la difesa era composta soprattutto da militari arruolati a forza che si arresero in massa.

LA BLOODY OMAHA

Il macello fu soprattutto a Omaha che fu ribattezzata Bloody dove caddero oltre 2 mila uomini. Salvate il soldato Ryan descrive con efficacia come le prime ondate dello sbarco furono letteralmente annientate. Anche i canadesi persero il 50% degli effettivi arrivati a terra nella prima ora, mentre a Gold Beach la situazione fu intermedia. Alla fine l’intervento dei cannoni navali, la preponderanza numerica degli alleati, e il semplice esaurimento delle munizioni tedesche decisero la giornata. E per Hitler cominciò il conto alla rovescia finale.

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