D’Alema: al voto uniti per le riforme

Redazione
30/01/2011

 Fa discutere la proposta avanzata a tutte le opposizioni da Massimo D’Alema. Per l’ex ministro è più che mai necessario...

 Fa discutere la proposta avanzata a tutte le opposizioni da
Massimo D’Alema. Per l’ex ministro è più che mai
necessario in questo momento «puntare alle elezioni e andarci
con una proposta politica che unisca le forze che sono
all’opposizione in un programma comune di riforme. La
condizione del nostro Paese»  ha detto l’esponente
Pd a In 1/2 ora di Lucia Annunciata «è particolarmente
allarmante in un momento come questo, con un terremoto in atto
nel Mediterraneo. Noi lo fronteggiamo con un governo dimezzato e
con il capo dell’esecutivo che non ha più voce sulla scena
internazionale. Bisogna uscirne al più presto  e, al di là
dei giochi di parole, si è posta la necessità di un nuovo
governo, con l’opposizione pronta ad assumersi le sue
responsabilità». D’Alema chiarisce che la sua proposta non
più è rivolta al Pdl, visto che in passato «la maggioranza ha
risposto con arroganza». 
CASINI APRE.  Le aperture alla proposta di
una alleanza costituente sono arrivate dall’Udc di Pier
Ferdinando Casini. «Sulla proposta di D’Alema serve una
riflessione molto seria. Non si può liquidarla con una battuta»
ha detto il numero uno dell’Udc che ha poi precisato meglio
il suo pensiero davanti alle telecamere di Che tempo che
fa
. : «Dal punto di vista teorico sto dal punto opposto a
D’Alema. Se dovessimo andare alle elezioni sulla battaglia
privata di Berlusconi verso i giudici con la politica degli
insulti che chi governa il Paese dovrebbe mettere alla gogna la
riflessione di D’Alema dovrebbe essere presa in
considerazione. Ma in questo caso bisognerebbe fare un discorso
chiaro e franco: vorrebbe dire che siamo in una situazione di
emergenza». E l’augurio dell’ex presidente della Camera
è che questa situazione di emergenza non ci sia.
FINIANI TIEPIDI. Più cauti i finiani. Adolfo
Urso spiega che «non serve una santa alleanza contro Berlusconi
ma una alternativa credibile, liberale e riformista che sappia
parlare al popolo del centrodestra ormai sgomento di fronte
accanto accade». Dal canto suo Italo Bocchino ritiene che
l’orizzonte delineato da D’Alema sia «ipotizzabile
soltanto di fronte a un’emergenza democratica, purtroppo
assai vicina, ma ancora possibile da scongiurare». Per i
«futuristi» la soluzione migliore resta, al momento, il passo
indietro del presidente del Consiglio. «Con le dimissioni di
Berlusconi» sottolinea Bocchino «si potrebbe dar vita
a un governo responsabile guidato da un esponente della
maggioranza che ha vinto le elezioni, indicato dallo stesso
premier, e sostenuto da tutte le forze disponibili a fare
provvedimenti utili al Paese e a svelenire il clima politico.
Senza un governo degno di tale nome è meglio ricorrere alle
elezioni per salvare l’Italia dalla paralisi e dalla
vergogna». 
CRITICHE DALLA MAGGIORANZA. La maggioranza
dissente. Per il ministro Sandro Bondi, il presidente del Copasir
vuole sospendere le regole della democrazia. Duro Fabrizio
Cicchitto, secondo il quale non c’è «un presidente del
Copasir così fazioso e arrogante come lui. Tutto ciò e il fatto
che il giustizialismo e non la socialdemocrazia è il punto di
approdo del Pci, costituiscono la ragione seria dell’anomalia
italiana».