Dalla Bicamerale alle scazzottate notturne in parlamento

Redazione
14/02/2015

Torno indietro nel tempo di quasi una ventina di anni per ricordare alcune vicende relative al penultimo tentativo repubblicano di...

Dalla Bicamerale alle scazzottate notturne in parlamento

Torno indietro nel tempo di quasi una ventina di anni per ricordare alcune vicende relative al penultimo tentativo repubblicano di modificare la costituzione. Quando si vuole tentare una modifica alla Costituzione viene istituita una commissione parlamentare per le riforme costituzionali . In pratica è una commissione bicamerale, istituita più volte nella storia della Repubblica italiana ed è conosciuta anche con il nome di bicamerale.

Era il 1997 e si decise la formazione di una bicamerale composta da 35 deputati e da 35 senatori. Il 5 febbraio del 1997 Massimo D’Alema, allora segretario del PDS, venne eletto Presidente con 52 voti su 70 con l’appoggio di Forza Italia e dei centristi del Polo. Vennero eletti 3 vicepresidenti: Leopoldo Elia (PPI), Giuliano Urbani (Forza Italia) e Giuseppe Tatarella (AN). A seguito di ciò, la Lega Nord abbandonò la commissione per rientrarvi a sorpresa il 4 giugno e votare con il Polo il semipresidenzialismo. Un evento importante, anche se avvenuto fuori dal contesto istituzionale, fu l’incontro della ‘crostata’ il 18 giugno 1997 a casa di Gianni Letta, in cui PDS, PPI, AN e Forza Italia raggiunsero l’intesa per una repubblica semipresidenziale e una legge elettorale a doppio turno di coalizione. Il 30 giugno la Bicamerale vota il testo di riforma completo, al quale vengono presentati 42 000 emendamenti. Dopo molti colpi di scena, con la formazione e il disfacimento di assi inediti fra partiti di destra e sinistra, il 1º febbraio 1998 Berlusconi sorprende tutti ribaltando, con la richiesta di cancellierato e proporzionale, la posizione adottata fino a quel momento. A questa richiesta Berlusconi fa seguire un ultimatum il 27 maggio 1998, con l’effetto pratico di rovesciare il tavolo delle trattative. La nota ufficiale della morte della Bicamerale viene diramata dal presidente della Camera Luciano Violante il 9 giugno, quando annuncia all’aula che Massimo D’Alema gli ha comunicato che in mattinata l’ufficio di presidenza della ‘commissione ha preso atto del venire meno delle condizioni politiche per la prosecuzione della discussione’. Fabio Mussi dei DS denunciò allora:« La Bicamerale è morta. Sia chiaro che non è né un suicidio né un ictus. È un omicidio e l’assassino si chiama Silvio Berlusconi. »(La Repubblica 10/06/1998) 

Notte  di giovedì  12 febbraio 2015 . Governo Matteo Renzi, leader del PD,  seduta fiume alla Camera  per tentare di andare avanti nelle votazioni  sulla riforma costituzionale . Scoppia il “ pandemonio “ : caos generale provocato dai rappresentanti del M5S che battono  sui banchi e gridano  impedendo a chiunque di parlare, scazzottata tra  parlamentari del PD . La notte successiva , come nulla fosse accaduto , si va avanti nelle votazioni ovviamente a ranghi ridotti . Votano in pratica solo i consenzienti . 

E’ il caso che si attivino le più alte cariche istituzionali preposte alle garanzie della democrazia nel nostro paese ?