Dalle baby pensioni ai micro assegni: l’abisso previdenziale italiano

Mario Margiocco
31/08/2017

Il governo vuole garantire 650 euro al mese a 70 anni per i precari di oggi. Mentre in giro ci sarà ancora qualcuno ritiratosi giovanissimo dopo la follia finita nel 1992. Analisi di un sistema basato sull'ingiustizia.

Dalle baby pensioni ai micro assegni: l’abisso previdenziale italiano

C'erano una volta i baby pensionati, anzi ci sono ancora perché la pensione occorre pagargliela a ogni primo del mese, fedele e precisa come il sorgere del sole, e sono circa 400 mila per 7,5 miliardi di euro l’anno, in media 18.500 euro lordi a testa. I 7,5 miliardi sono circa lo 0,4% del Pil: non una cifra minore.

PASSO AVANTI PER I GIOVANI. E ci saranno in futuro i micro pensionati, se passa una riforma già discussa con i sindacati e che il governo vuole introdurre a tamburo battente, in questa fine estate pre elettorale. È o sarebbe di fatto un passo avanti rispetto alle regole attuali per chi ha incominciato a lavorare dopo il primo gennaio 1996, totalmente quindi con il metodo contributivo, e avrà una vita da precario, con lunghi periodi senza contributi e una specie di lavoro qui, e poi magari dopo anni una specie di lavoro là.

FINO A MILLE EURO AL MESE. Bene, con questa riforma i 650 euro al mese a 70 anni e con almeno 20 anni di contributi (gli euro lordi potranno arrivare fino ai 1.000 al mese con un incremento di 30 euro per ogni anno lavorato in più dei 20 e fino a 30) non glieli toglierà nessuno indipendentemente dall’esiguità probabile dei contributi.

L'Italia ha già il record di spesa pensionistica fra i Paesi Ocse: 260 miliardi di euro, poco meno del 16% del Pil

Si creerà però una nuova voce di uscite non correlate a contributi effettivamente versati, e quindi è perplesso il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Come noto l’Italia ha il record o quasi del debito pubblico fra i Paesi Ocse (ci superano in rapporto al Pil solo Grecia e Giappone) e ha già il record di spesa pensionistica, 260 miliardi di euro, poco meno del 16% del Pil.

PAUPERIZZAZIONE DEL LAVORO. L’abisso che separa, o separerà, i baby pensionati dai futuri micro pensionati – e qualcuno dei baby sarà ancora in giro quando i primi micro incominceranno a percepire (parola grossa) quanto ora promesso – ci dice quanta strada a ritroso ha fatto il sistema pensionistico, sotto l’incalzare dell’economia della pauperizzazione del lavoro dell’invecchiamento della popolazione e altro, nell’ultimo mezzo secolo.

UNA STAGIONE IRRESPONSABILE. I 650 euro sono meno della metà infatti di quanto percepiscono in media i circa 400 mila baby pensionati. Questa particolare categoria creata dall’iper generosità pensionistica di una stagione irresponsabile (come spesso i nuovi ricchi, l’Italia ignorava che la ricchezza è precaria) ci ha messo per 20 anni nella stessa “classe energetica” della Grecia, precipitata poi nel baratro dei numeri truccati del bilancio nazionale e della bancarotta.

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Mentre i 650-1.000 euro delle future micro pensioni garantite rientrano piuttosto nei parametri e nei livelli che sono, fra i Paesi Ocse, al polo opposto di quella che fu la spensieratezza greca, e cioè ai livelli del sistema pensionistico pubblico degli Stati Uniti, la Social security, che si distingue in genere rispetto all’Europa per minore generosità.

SISTEMA AMERICANO NON GENEROSO. Con la Social security, il cui assegno mensile medio è di circa 1.370 dollari al mese, l’età pensionabile è oggi a 66 anni e 2 mesi. Si può andare a 62 anni di età ufficiale ma con forti decurtazioni e si può restare fino a 70 con forti vantaggi: balla il 25-30% in meno o in più. Il sistema non è generoso in confronto a quello retributivo italiano, cioè la regola che c'era fino al 1996, quando la pensione era calcolata sui livelli retributivi rivalutati, in genere largamente.

DA 4 MILA DOLLARI A 1.800 DI PENSIONE. Un reddito medio mensile di 4 mila dollari per 40 anni diventa negli Usa un assegno mensile di circa 1.800 dollari. Con il retributivo italiano, rimasto in parte in vigore anche dopo il 1996 per chi aveva a quella data più di 18 anni di contributi, l’equivalente dei 4 mila dollari mensili diventa o diventava una pensione assai più vicina ai 3 mila mensili.

Ma il parametro di confronto preciso con questa proposta italiana delle micro pensioni garantite sta in un programma che la Social security ha dal 1973: si chiama Special minimum primary insurance e punta ad assicurare comunque un minimo a chi ha un minimo di versamenti. Si calcola non sui versamenti, ma sugli anni lavorati, come sarebbe ora con la riforma governativa italiana per i giovani, prevede un minimo di 11 anni di versamenti su un minimo di retribuzione annua rivalutata di circa 14 mila dollari, e paga un assegno mensile di 40 dollari per 11 anni di lavoro, di 415 per 20 anni, di 623 per 25 e di 832 per il massimo, 30 anni.

"SMPI" PERÒ IN VIA DI ESAURIMENTO. Indicizzata però al costo della vita e non come le pensioni regolari alla dinamica salariale, la Smpi diventa sempre meno conveniente rispetto al calcolo standard della pensione ed è in via di esaurimento. Si direbbe comunque che, come meccanismi, e livelli di assegno mensile sia questo il parametro al quale si sono ispirati gli esperti del governo Gentiloni. Resta da vedere se anche negli Stati Uniti l’esplosione del lavoro atipico non darà alla Smpi una rinnovata funzione.

Quella dei baby pensionati italiani è una storia all’insegna delle vacche grasse e della follia budgetaria, incominciata il 29 dicembre 1973

Quella dei baby pensionati italiani è tutta un’altra storia e un’altra epoca, all’insegna delle vacche grasse (già un po’ meno, con la prima crisi petrolifera e la fine dei cambi fissi) e della follia budgetaria, ed è incominciata il 29 dicembre 1973. Ricordiamola brevemente, perché come una clessidra dice quanto tempo è passato.

QUELL'ASSURDITÀ PER GLI STATALI. Un decreto del presidente della Repubblica natalizio, passato in fretta (Mariano Rumor a Palazzo Chigi e Giovanni Leone al Quirinale), consentiva alle impiegate statali con figli di andare in pensione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno. Agli altri statali con 20 anni. Ai dipendenti pubblici degli enti locali, 25 anni. Nulla per i dipendenti privati. Il sindacato giustificò la sciagura come un “risarcimento” per dipendenti pubblici che allora guadagnavano in genere meno dei privati.

FINE DELLA PARENTESI DOPO 19 ANNI. Il tutto, in un clima ben diverso, finiva con il decreto legge 503 del 30 dicembre 1992, dopo quindi 19 anni di ordinaria follia. Oggi ci sono 400 mila baby pensionati che ancora riscuotono l’assegno ai costi che abbiamo visto e di questi 17 mila sono andati in pensione prima dei 35 anni e 78 mila tra i 35 e i 39.

Millennial, numeri di una generazione senza autonomia

I millennial potranno contare su una pensione capace di fare rimpiangere gli stipendi guadagnati durante la carriera. Secondo il Censis, il 65% dei giovani dipendenti di oggi avrà una pensione inferiore ai 1.000 euro mensili.

Una pensione lunghissima, quindi, a fronte di contributi brevissimi. Un baby pensionato medio riceverà in pensione, calcolando una vita media di 84 anni, da 3 a 4 volte quanto ha versato di contributi, e che per gli statali come noto erano all’epoca figurativi. Un esempio: un’insegnante andata in pensione baby a 44 anni con 20 di contributi e che percepisce circa 1.100 euro netti al mese riceve in 40 anni di pensione circa 572 mila euro. Una collega pensionata a 64 anni con 40 di contributi ne riceve in 20 anni 468 mila.

SI INOVCANO I "DIRITTI ACQUISITI". Avendo versato per metà anni, grossomodo, e riscuotendo l’assegno per il doppio del tempo, le baby pensioni dovrebbero essere un quarto circa, come entità dell'assegno, rispetto alla pensione piena con 40 anni di versamenti. Sono invece la metà. Ma nessuno fa nulla e si invocano i “diritti acquisiti” che in realtà nel sistema retributivo non esistono, oltre una certa soglia, mentre giuridicamente (ma anche qui mai economicamente) esistono in quello contributivo.

MERCATO DEL LAVORO STRAVOLTO. Ora le micro pensioni di garanzia, un gesto comunque di attenzione verso chi lotta con un mercato del lavoro stravolto e inaffidabile, danno il senso di quante cose sono cambiate.