David taglia anche le foreste

Redazione
28/01/2011

di Alessandro Carlini L’austerità lanciata dal premier britannico David Cameron non guardia in faccia a niente e nessuno. Molte decisioni...

David taglia anche le foreste

di Alessandro Carlini

L’austerità lanciata dal premier britannico David Cameron
non guardia in faccia a niente e nessuno. Molte decisioni saranno
«impopolari ma necessarie», ha ripetuto più volte nelle scorse
settimane. Almeno su questo è stato di parola. E fra i tagli
decisi dal governo sono capitate anche le foreste, un patrimonio
nazionale del Regno Unito.
I boschi d’Inghilterra non hanno solo un valore naturale ma
anche simbolico: lì sono nati i miti e le storie di
ambientazione medievale più famose, dalle leggende di Re Artù e
mago Merlino a quella di Robin Hood, arrivando fino ai romanzi
dell’800, come Ivanhoe di Sir Walter Scott e La
Freccia Nera
di Robert Louis Stevenson.
IN VENDITA PER 290 MILIONI DI EURO. Ma la
coalizione di governo è pronta a vendere le foreste inglesi ai
privati per 250 milioni di sterline (circa 290 milioni di euro).
Cameron ha confermato la sua decisione di mettere sul mercato
gran parte degli oltre 257 mila ettari di bosco controllati oggi
dalla Commissione forestale, nonostante un recente sondaggio
abbia rivelato che l’84% dei cittadini è fortemente
contrario.
«Il controllo statale delle foreste», ha detto il ministro per
l’Ambiente, Caroline Spelman, «risale alla Prima Guerra
mondiale, quando le esigenze erano molto diverse». Per il
ministro, «non c’è nessuna ragione per cui il governo debba
rimanere nel business della produzione di legname e della
gestione delle foreste».

La lettera aperta delle 100 celebrità

Tuttavia, ha sottolineato il 28 gennaio il quotidiano
The Independent, i correttivi
all’iniziativa introdotti dalla Spelman hanno confermato lo
stato di allarme di Whitehall di fronte all’accesa campagna
di protesta contro la privatizzazione.
Il governo si è affrettato ad assicurare il rispetto delle
misure a tutela del patrimonio forestale, volte a garantire
l’accesso gratuito del pubblico, una buona gestione e la
protezione della fauna e della flora nei boschi che verranno
venduti.
Le aree verdi saranno cedute ai privati in base a contratti di
una durata di 150 anni, e lo Stato potrà riprendersele in ogni
momento se non verranno rispettate le regole, come per esempio il
numero di alberi che si possono abbattere.
LUOGHI STORICI SALVI. Inoltre, le ‘foreste
storiche’, come quelle di Sherwood e di Dean, non verranno
vendute, ma saranno affidate a organizzazioni benefiche di tutela
del patrimonio. Le comunità locali avranno l’opportunità di
acquistare o affittare le aree verdi in vendita.
Nonostante queste assicurazioni, l’opposizione non si è
placata. Nei giorni scorsi 100 celebrità si sono unite per
contrastare l’iniziativa: dalla cantante pop Annie Lennox
all’attrice premio Oscar Judy Dench, dallo scrittore Julian
Barnes alla stilista Vivienne Westwood.
«La vendita delle foreste è un atto miope e incosciente»,
hanno scritto vip e personaggi pubblici tra cui anche
l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, e
l’esploratore Sir Ranulph Fiennes nella lettera aperta al
governo Cameron.
I firmatari dell’appello si sono riconosciuti nelle proteste
della campagna “Save England’s Forests”, che si prefigge
di imbarazzare Cameron, sbugiardandolo nella sua promessa di
guidare il governo «più verde» nella storia della Gran
Bretagna.