Casaleggio e Mentana su editoria e democrazia diretta

Casaleggio e Mentana su editoria e democrazia diretta

28 Luglio 2018 20.38
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La 'casa' è un grande gonfiabile bianco a forma di mouse. Dentro al Rousseau City Lab, montato a Cesenatico davanti alla 'colonia' Agip – affacciata proprio sulla spiaggia – ad accogliere gli ospiti è Davide Casaleggio, presidente della Casaleggio Associati e presidente e fondatore dell'Associazione Rousseau, il cui compito primario è promuovere lo sviluppo della democrazia digitale e sviluppare l'omonima piattaforma di democrazia diretta (leggi anche: Casaleggio e la fine della democrazia rappresentativa).

CASALEGGIO E MENTANA SUL FUTURO DELL'EDITORIA

Sotto la tela, il tema 'caldo' è quello dell'editoria e dell'informazione, con il corollario di come il giornalismo potrà evolvere e cambiare nell'era delle grandi trasformazioni tecnologiche. Tema su cui Casaleggio 'veglia', in Romagna, insieme con alcune figure di spicco, tra cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vito Crimi ed Enrico Mentana, direttore del Tg de La 7 e prossimo al lancio di un giornale online fatto da giovani cronisti (leggi anche: l'intervista al figlio del direttore, Stefano Mentana). Un argomento che si intreccia direttamente e inevitabilmente con quello della cosiddetta 'democrazia digitale' e con il possibile superamento di quella rappresentativa che lo stesso Casaleggio nei giorni scorsi in una intervista al quotidiano La Verità, ha definito «inevitabile», aprendo all'ipotesi di un parlamento non più necessario in futuro. E battuto anche da Beppe Grillo (leggi anche: lo scontro tra il comico e Cassese).

«LE FAKE NEWS? LE LEGGO SUI GIORNALI»

E il primo affondo, a margine della kermesse, il presidente dell'Associazione Rousseau, lo dedica alle cosiddette fake news, a rischio proliferazione con la crescita esponenziale della comunicazione online. «Io le fake news le leggo sempre più spesso sui giornali e sui quotidiani di carta», ha tagliato corto Casaleggio. Quotidiani che resteranno comunque in pista, ha assicurato, malgrado l'avanzata impetuosa della Rete. Che costringerà, comunque tutto l'universo dei media a mutare. Tivù e Rai comprese. «A ogni ingresso di un nuovo media», ha osservato, «non è mai scomparso quello vecchio, questo si è affiancato e ha trovato un suo spazio: è successo con il cinema, è successo con la radio, è successo con la televisione. Non è mai successo che un vecchio media sia sparito, semplicemente ha trovato una sua nuova dimensione, un nuovo modo di esistere. Ogni media è importante per lo spazio che ricopre». Pure la Rai? È stato chiesto dai cronisti. «Tutte le televisioni, tutti i media sono destinati a evolvere», ha sottolineato, «se pensiamo alla Kodak negli Anni 90, si riteneva che la pellicola potesse esistere per sempre: in realtà la stessa Kodak aveva inventato il digitale, non ha saputo cogliere l'innovazione e si è fatta soppiantare da altre aziende che hanno colto quello che era già li disponibile».

I NUOVI STRUMENTI DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA

Quanto all'incrocio tra democrazia digitale e democrazia, Casaleggio, è tornato sul palazzo di Montecitorio, già oggetto delle sue riflessioni nei giorni scorsi. «Il parlamento», ha osservato, «è una forma di gestione della democrazia che sicuramente evolverà: oggi abbiamo a disposizione molti nuovi strumenti per far partecipare le persone all'esercizio democratico dei loro diritti: bisogna capire come evolvere e come espandere l'utilizzo di questi strumenti e permettere alle persone di interagire molto di più che non solo con un voto ogni 5 anni».

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