Per Casaleggio la multa a Rousseau è un attacco politico

06 Aprile 2019 10.46
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Non ha dubbi Davide Casaleggio sulla vicenda della multa da 50 mila euro del Garante della privacy all'associazione Rousseau che non garantirebbe la sicurezza e la segretezza del voto agli iscritti al M5s: «Penso ci dica solo una cosa, che a capo dell'Authority non può starci un ex capogruppo del Partito democratico (Antonello Soro, ndr), ma neanche un politico in generale, ci deve essere un professionista che mantenga la propria autonomia». Questo il commento del titolare e responsabile della piattaforma utilizzata dal Movimento 5 stelle a margine di Sum 2019. Immediata la risposta di Soro «Non ho intenzione di fare polemica, né ho bisogno di dimostrare la mia indipendenza di giudizio né quella delle mie colleghe nell'esercizio del mandato del Garante. Un'esperienza che nei sette anni passati si è misurata sul terreno della tutela dei diritti e del contrasto alla loro violazione. Ne fanno fede i provvedimenti per chiunque facilmente accessibili», ha detto invitando il figlio del guru del Movimento a ricorrere al giudice ordinario, «come previsto dalla legge».

«Il fatto che tutte le informazioni della relazione del Garante della privacy sul funzionamento di Rousseau, siano state date ai giornali con giorni di anticipo, ancor prima che venissero comunicate alla persona interessata, il fatto che sia stata comunicata nel giorno di una votazione importante, nonostante questa istruttoria stesse andando avanti da mesi… tutto questo mi sembra un chiaro attacco politico», ha aggiunto Casaleggio. Per poi concludere chiarendo: «In quel foglio c'è qualcosa che riguarda qualcosa che non è più in essere: oggi c'è una nuova piattaforma che è totalmente diversa da quella descritta in quella lettera».

LEGGI ANCHE: Rousseau è stata multata dal Garante della privacy​

Un commento quello di Casaleggio che ricalca quanto scritto il 4 aprile 2019 in un post sul blog delle Stelle che puntava il dito sulla faziosità della contestazione: «Temiamo che ci sia un uso politico del Garante della privacy (Antonello Soro, ndr) e che possa risentire della sua pregressa appartenenza al Partito democratico. Il Garante della privacy dovrebbe tutelare tutti, non solo le persone del suo partito». Rousseau ha anche assicurato che «pagherà tutto fino all'ultimo centesimo, nonostante sia stata multata per i problemi di una piattaforma che non è quella attualmente online e che non ha più alcun problema di riservatezza».

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