Trump minaccia altri 4 miliardi di dazi contro l’Ue per Airbus

La nuova lista include formaggi, pasta, olive. E porta il valore complessivo delle tariffe a 25 miliardi di dollari. Con effetti potenzialmente molto negativi sulle imprese agricole italiane.

02 Luglio 2019 07.22
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Pochi giorni dopo la tregua nella guerra commerciale con la Cina, gli Usa aumentano la pressione sulla Unione europea nella disputa sui sussidi pubblici ad Airbus, rivale di Boeing, minacciando dazi su altri 4 miliardi di dollari di prodotti europei tra cui formaggi (parmigiano e provolone inclusi), pasta, olive, salsicce, prosciutti e scotch whiskey. La lista, diffusa dall’ufficio del rappresentante commerciale americano, aumenta così il numero di prodotti già indicati in aprile per un valore di 21 miliardi di dollari.

DAL PECORINO ALL’OLIO: LA LISTA DI APRILE

Nella lista di aprile comparivano il Pecorino e altri formaggi come Emmental, cheddar, ma anche yogurt, burro, vini frizzanti e non, agrumi, olio d’oliva, marmellata. Gli Stati Uniti hanno minacciato innanzitutto di attivare dazi su elicotteri e aerei e loro componenti (fusoliere, carrelli d’atterraggio) da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Ma nella lista figuravano anche prodotti alimentari e dell’industria tessile, della plastica e della carta provenienti da tutta Europa. Il tema, insieme a quello degli aiuti dati, secondo l’Ue, da Washington alla Boeing è da 14 anni al centro di un forte contenzioso tra Bruxelles e Washington. E solleva forti preoccupazioni nel nostro Paese, come testimoniato da una lettera inviata di recente dal presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e alla Commissaria per il Commercio Cecilia Malmstrom.

LA PREOCCUPAZIONE DELLE IMPRESE AGRICOLE

«Desidero portare alla sua diretta e particolare attenzione le preoccupazioni delle imprese agricole italiane», ha scritto Giansanti, «poiché i dazi aggiuntivi annunciati dall’ amministrazione statunitense avrebbero effetti particolarmente negativi sulle esportazioni del nostro settore agroalimentare, a partire dai vini, dai formaggi, dagli agrumi fino all’olio d’oliva». Per il numero uno di Confagricoltura, «è necessario assicurare alle imprese europee condizioni di parità concorrenziale, senza escludere, se necessario, il ricorso a contromisure di natura tariffaria». Tuttavia, «la via del dialogo tra partner importanti, come sono Unione Europea e Stati Uniti, è sempre preferibile per evitare l’insorgere di nuove tensioni commerciali che rallenterebbero ulteriormente la crescita economica».

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