Ddl Gelmini: perché il sì conta più della riforma

Nadia Marchetti
22/12/2010

Per Berlusconi l'approvazione della norma è più rilevante del suo contenuto.

Ddl Gelmini: perché il sì conta più della riforma

Mercoledì 22 dicembre 2010: un giorno cruciale per molti studenti e anche per Mrs G., determinata a imporre la sua volontà a qualsiasi costo, come coronamento e prosecuzione di una brillante e rapida carriera. Il clima non è dei migliori, non solo in senso meteorologico: dopo le manifestazioni degli studenti, gli incidenti (sembrava la replica del G8 a Genova), i pestaggi di ragazzi che si trovavano già a terra e i poliziotti feriti, arriva Mr Gasp. che, per abbassare i toni, ha proposto gli arresti preventivi per gli eventuali dimostranti. Poi però si è pentito, invitando i genitori a tenere a casa i figli anche se, in quanto universitari, dovrebbero essere già ampiamente maggiorenni.
DDL GELMINI: MODIFICHE IN CORSA. Io invece sono stupita da questa vitalità insospettata e posso capire la paura dei politici, perché i giovani, se vogliono, hanno una forza e una creatività capaci di spiazzare tutte le loro belle teorie. Insomma non sono i “bamboccioni” che si sperava fossero diventati. Forse per questo motivo Mrs G. ha fatto una concessione, a patto naturalmente che la riforma venga approvata: se sorgeranno problemi, ci saranno delle modifiche in corso d’opera. È come firmare un assegno in bianco sperando nella bontà di chi lo andrà a riscuotere. Ma come si può agire in questo modo? Per Mrs G. è più importante l’approvazione della riforma che la riforma stessa, cioè il contenitore e non il contenuto. Credo che le leggi dovrebbero essere pensate, valutate, pesate prima e non dopo il nulla osta, soprattutto quando riguardano settori vitali per il futuro del Paese, per questo mi risulta facile pensare che il ministero dell’Istruzione sia diventato il ministero dell’Improvvisazione.
LA ZONA ROSSA. Intanto, per non sentire le proteste e fare finta che tutto vada bene, è stata creata la zona rossa, dove i manifestanti non possono arrivare (anche se Palazzo Grazioli non è una sede istituzionale, ma la residenza privata di Mr B.). Più che una zona rossa, in realtà, a me sembra un enorme buco nero che dimostra sempre di più la lontananza del governo dalla gente comune e dalla realtà di tutti i giorni: a perfect world che, purtroppo, esiste solo nelle loro menti.
Concludo citando la Costituzione Italiana, Articolo 34: «La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che debbono essere attribuite per concorso». Buon Natale, nonostante tutto.