De Benedetti: «Elkann ha distrutto Repubblica»

Redazione
13/12/2023

«Ha comprato il gruppo Gedi solo per coprire la fuga di Stellantis dall'Italia», ha detto l'Ingegnere: «Dei giornali non gli importa nulla. Ha messo in atto un massacro incomprensibile nei suoi scopi».

De Benedetti: «Elkann ha distrutto Repubblica»

«John Elkann è riuscito in quattro anni a distruggere il gruppo editoriale che il principe Carlo Caracciolo, suo prozio, aveva creato in circa 15 anni», mettendo in atto «un massacro incomprensibile nei suoi scopi». Lo ha detto Carlo De Benedetti al Foglio, aggiungendo che Exor nel 2019 ha comprato il gruppo editoriale Gedi «soltanto per coprire la fuga di Stellantis dall’Italia, per coprire la deindustrializzazione e la smobilitazione degli impianti produttivi automobilistici di un gruppo che ormai è francese».

De Benedetti: «Elkann ha distrutto Repubblica. Ha comprato il gruppo Gedi soltanto per coprire la fuga di Stellantis dall'Italia».
John Elkann (Getty Images).

De Benedetti: «Di come i giornali mi pare evidente che non gli importi nulla»

Il nipote di Gianni Agnelli, ha continuato, «ha venduto tutti i quotidiani locali, che andavano bene. Poi ha devastato pure Repubblica, che ancora si aggira tra i quotidiani italiani con la maestà malinconica delle rovine». Exor, la finanziaria olandese cassaforte della famiglia Agnelli e che in Gedi aveva una partecipazione di circa il 6 per cento, nel 2019 ha acquisito per 102,4 milioni il pacchetto di maggioranza del gruppo editoriale, proprio dalla famiglia De Benedetti. «Di come vanno questi giornali mi pare evidente che non gli importi nulla», ha detto l’Ingegnere, che poi ha aggiunto con amarezza: «Mi dispiace moltissimo. È straziante».

De Benedetti: «Elkann ha distrutto Repubblica. Ha comprato il gruppo Gedi soltanto per coprire la fuga di Stellantis dall'Italia».
Carlo De Benedetti e John Elkann (Imagoeconomica).

Secondo De Benedetti, Elkann è pronto a vendere Repubblica e La Stampa all’estero

Elkann, sostiene l’Ingegnere, «si è comprato la sinistra italiana: vogliamo contare il numero di interviste in cui Maurizio Landini, il segretario della Cgil, parla su Repubblica di Stellantis e della scomparsa della Fiat dal nostro Paese?». E quando l’opera sarà completata, ha aggiunto, venderà all’estero il quotidiano romani insieme con La Stampa. «A quel gruppo dirigente ho visto fare cose che nemmeno nella “cena dei cretini”: dicono “digital first” ma non hanno investito un centesimo in serie acquisizioni sul digitale, mentre hanno annientato la carta», ha continuato De Benedetti. Che, nel corso dell’intervista, ha spiegato come a vedere Gedi siano stati i figli Rodolfo e Marco, mentre lui non era d’accordo.

Sul Pd: «Dare addosso a Schlein è troppo facile, il partito non c’è più da prima di lei»

I figli di un altro degli imprenditori italiani più del XX secolo, Silvio Berlusconi, invece non vendono. Marina, ha detto De Benedetti al Foglio, «sa benissimo che Mediaset è vecchia, che non reggerà la concorrenza delle grandi piattaforme internazionali come Netflix. Eppure non vende perché quella è la creatura di suo papà». Nel corso dell’intervista, partendo dalla figura del Cav, c’è anche spazio per un po’ di politica: De Benedetti ha detto che, in un ipotetico ballottaggio tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte sceglierebbe la prima. Così sul Pd: «Dare addosso a Elly Schlein è troppo facile. Il partito non c’è più da prima di lei e io, per la verità, non so nemmeno che politica esprima ormai. Credo nessuna».