De Fusco direttore del Teatro di Roma, non si placano le polemiche: la lettera degli artisti contro la nomina

Redazione
21/01/2024

Tra i firmatari Garrone, Germano e Guanciale. La decisione era stata già contestata dal Campidoglio e dal presidente della Fondazione, assente alla riunione del cda con due componenti indicati dalla Regione e uno dal ministero della Cultura. Il diretto interessato, vicino al governo Meloni: «Fare Goldoni o Pina Bausch non è di destra né di sinistra». Sgarbi: «Non vale meno degli altri».

De Fusco direttore del Teatro di Roma, non si placano le polemiche: la lettera degli artisti contro la nomina

Il 20 gennaio Luca De Fusco è stato nominato nuovo direttore generale del Teatro di Roma. Un’investitura contestata, in quanto arrivata in una riunione del cda a cui hanno preso parte due componenti indicati dalla Regione e uno dal ministero della Cultura, ma non il presidente della Fondazione Teatro di Roma, Francesco Siciliano, né la consigliera designata dal Comune, Natalia Di Iorio. L’assessore capitolino alla cultura Miguel Gotor ha etichettato quanto accaduto come «un fatto molto grave», parlando di «tentativo di occupazione da parte della destra di una fondamentale realtà del sistema culturale romano e italiano». De Fusco, regista teatrale che ha guidato in passato il Teatro Stabile del Veneto e il Teatro Stabile di Napoli, prima di approdare alla direzione del Teatro Stabile di Catania, era infatti il candidato del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e avrebbe ottenuto la poltrona nel corso di una riunione “abusiva”. All’indomani della nomina, un gruppo di artisti ha diffuso una lettera di protesta: tra i firmatari Matteo Garrone, Lino Guanciale, Elio Germano e Vinicio Marchioni.

De Fusco direttore del Teatro di Roma, la lettera degli artisti contro la nomina. Tra i firmatari Garrone, Germano e Guanciale.
Francesco Siciliano (Ansa).

«Come artiste e artisti auspicheremmo una nomina ampiamente condivisa di una figura competente»

Sottolineando che la nomina di De Fusco è stata prima annunciata al Messaggero, un modo di procedere che è «un grave colpo al rapporto di lealtà e al rispetto istituzionale che legano il teatro della Capitale alla città, alle sue artiste e ai suoi artisti e al pubblico tutto e a chi ogni giorno si impegna per mandare avanti il Teatro stesso», gli oltre 20 artisti firmatari hanno aggiunto: «Dopo due anni di commissariamento la nomina del Direttore Generale era fortemente attesa ed è decisiva per il rilancio del Teatro della nostra città. Come artiste e artisti auspicheremmo una nomina ampiamente condivisa di una figura competente che possa guardare al bene del Teatro e allo sviluppo culturale della città di Roma in tutte le sue componenti». E poi: «Aggiungiamo anche che nella terna selezionata dalla Commissione, che poteva arrivare fino a cinque nomi, non c’è alcuna parità di genere, né tantomeno figure giovani. Ribadiamo il nostro appoggio al Comune di Roma nella ferma intenzione di controbattere, avendone l’assoluto dovere morale».

De Fusco direttore del Teatro di Roma, la lettera degli artisti contro la nomina. Tra i firmatari Garrone, Germano e Guanciale.
Francesco Siciliano (Ansa).

Siciliano: «Atto oggettivamente senza precedenti». Gualtieri: «Scelta del direttore assunta con la forza»

«Mi è stato riferito che il Consiglio di Amministrazione, con un atto oggettivamente senza precedenti, avrebbe deciso di assegnare il potere di sottoscrivere il contratto con Luca De Fusco (quale nuovo Direttore Generale del Teatro) a un componente del Consiglio di Amministrazione diverso dal sottoscritto. E ciò, benché le mie prerogative statutarie come Presidente della Fondazione impongano al Consiglio di Amministrazione di rispettare la mia funzione – non sostituibile – di legale rappresentante della Fondazione stessa e, più in generale, di soggetto deputato alla esecuzione delle decisioni del Consiglio di Amministrazione», aveva dichiarato in una nota Siciliano, denunciando evidenti irregolarità. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: «La Fondazione Teatro di Roma è un patrimonio della città, sostenuta finanziariamente quasi totalmente dal Campidoglio, e noi non possiamo in alcun modo accettare che le scelte più importanti, a partire dalla nomina del suo Direttore, vengano assunte con la forza, imponendo nomi e strategie dai soli consiglieri nominati dal Governo e dalla Regione Lazio. Il prestigio storico dei teatri di Roma non può essere considerato alla stregua del bottino di una parte politica». A far discutere anche il compenso di De Fusco, che andrebbe a prendere 150 mila euro per cinque anni, mentre a Catania ne ha finora incassati 68 mila.

La replica di De Fusco: «Ho fatto lavorare tante persone e non ho mai chiesto cosa votassero»

Da parte sua De Fusco, sentito da Repubblica, ha detto di essere dispiaciuto per quello che è successo, aggiungendo poi: «Fare Goldoni o Pina Bausch non è di destra né di sinistra. Esiste il teatro di qualità e il teatro non di qualità. In questi anni ho fatto lavorare tante persone e non ho mai chiesto cosa votassero, non mi sono mai posto questo problema e credo che nessuno se lo debba porre. Visti i miei precedenti risultati, credo che io possa dare affidabilità». Sulla questione si è espresso anche Vittorio Sgarbi, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura: «De Fusco chieda di essere votato da tutti. Un contropiede limitatamente rischioso rispetto allo schema di prepotenza che è stato rappresentato. De Fusco non vale meno degli altri. Meglio un regista che un “manager”».