A Bruxelles dicono che l’Italia rischia la ristrutturazione del debito

04 Ottobre 2018 14.58
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La sifda alle regole dell'Unione europea rischia di portare l'Italia verso una dolorosa ristrutturazione del suo debito sovrano. Così hanno sostenuto almeno due alti funzionari europei parlando con il giornalista di Reuters Jan Strupczewski e questa visione, ha spiegato il cronista in un articolo pubblicato sul sito dell'agenzia, è condivisa da molti. Secondo la ricostruzione di Strupczewski nella Capitale dell'Unione è un'idea diffusa che il Fondo salva Stati europeo (l'Esm, European stability mechanism) non possa essere utilizzato per andare in "soccorso" dell'Italia in una eventuale crisi del debito che impedisse al nostro Paese di rifinanziarsi sui mercati. La convinzione è in parte dovuta alle cifre. L'Esm ha fornito alla Grecia 250 miliardi di prestiti dal 2010 e quindi in otto anni. Per rifinanziare l'Italia, ha calcolato Reuters, servirebbero solo per il 2019 277 miliardi, e poi 197 nel 2020 e 181 nel 2021. Ma, a prescindere dal fatto che dovrebbe essere Roma a domandare il salvataggio, pesa soprattutto il rifiuto da parte di molti partner europei soprattutto al Nord di farsi carico del fardello del debito italiano. Un alto funzionario europeo ha riassunto a Strupczewski la situazione: «L'accordo generale è che l'Italia è troppo grande per essere salvata attraverso l'Esm. E non si tratta solo di ostacoli tecnici salvare relativi alle capacità del fondo, ma prima di tutto di una questione politica: le persone, soprattutto i Nordici, ma anche altri, non vogliono neanche provare a utilizzare l'Esm per l'Italia. Quindi una ristrutturazione grande, enorme, del debito sarebbe l'unica via».

«QUESTO SPAZZERÀ VIA I RISPARMI DEGLI ITALIANI»

Un altro funzionario interpellato dalla Reuters è stato ancora più esplicito: «Se le cose andranno male, dovrà seguire una ristrutturazione, e questo spazzerà via i risparmi di gran parte del popolo italiano». A Bruxelles sono sempre più convinti che i partiti della maggioranza italiana vogliono arrivare a forzare la mano sulle finanze per raccogliere voti a suon di promesse non mantenibili dal punto di vista dei conti. Sono anche convinti del fatto che il governo non abbia chiare le possibili conseguenze. Soprattutto sono convinti, come non succedeva da tempo, che non ci sia il rischio contagio. O meglio che una possibile ristrutturazione del debito pubblico italiano, sia la via per salvare l'euro senza farsi trascinare nella crisi italiana. Non a caso il ministro Wolfgang Schaeuble aveva proposto di stabilire una procedura standard per le ristrutturazione dei debiti sovrani nel famoso documento per la riforma dell'Eurozona al suo ultimo Eurogruppo e l'idea è appoggiata anche dal nuovo ministro delle finanze tedesco, oltre che dai falchi del Nord Europa Finora la Francia di Emmanuel Macron si era opposta a questa idea di preannunciare i meccanismi del default pubblico. Ma che il default sia preannunciato – con effetti speculativi sui mercati – o meno, ad oggi tutti sembrano convinti che questo esito per Roma sia più probabile di ieri.

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