I contenuti del decreto sicurezza bis preparato dal Viminale

I contenuti del decreto sicurezza bis preparato dal Viminale

Tra gli obiettivi, attribuire a Salvini il potere di vietare transito e sosta di navi nel mare territoriale per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. Previste multe per ogni migrante soccorso disobbedendo alle autorità Sar.

10 Maggio 2019 17.50

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Attribuire al ministro dell'Interno, cioè a Matteo Salvini, il potere di limitare o vietare il transito e la sosta di navi nel mare territoriale, qualora sussistano ragioni di ordine e sicurezza pubblica. È uno degli obiettivi del decreto sicurezza bis messo a punto dal Viminale, che interviene sul Codice della navigazione «limitando le competenze del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell'ambiente marino». Il provvedimento deve essere portato prossimamente in discussione al Consiglio dei ministri.

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LO SPAZZA-CLAN PER SMALTIRE L'ARRETRATO NEI TRIBUNALI

Il decreto si compone di 12 articoli. Oltre alle nuove norme sugli sbarchi, inasprisce le misure contro i trafficanti di esseri umani e le sanzioni per chi aggredisce le forze dell'ordine. Tra le novità anche il potenziamento delle operazioni sotto copertura per contrastare l'immigrazione clandestina. Un'altra norma è la già annunciata spazza-clan, per «smaltire l'arretrato nei Tribunali». Prevista l'istituzione di un commissario straordinario e l'assunzione di 800 persone con impegno di spesa per oltre 25 milioni di euro. La misura si pone l'obiettivo di rendere effettiva la notifica delle sentenze ai condannati attualmente in libertà, garantendo l'esecuzione della pena. Infine, in vista delle Universiadi 2019 a Napoli, dispone l'arrivo in città di 500 militari in più.

MULTE PER CHI SALVA I MIGRANTI DISOBBEDENDO ALLE AUTORITÀ SAR

Le norme destinate a far discutere di più sono però quelle legate a confini e immigrazione, comprese le multe per le Ong. L'articolo 1 del decreto, infatti, «sanziona chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali, con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità Sar (Search and Rescue) competenti o di quelle dello Stato di bandiera». Fonti del Viminale hanno "spiegato" che le sanzioni amministrative pecuniarie dovrebbero variare da 3.500 a 5.500 euro per ogni straniero trasportato. Ad accertare la violazione e a comminare le sanzioni dovrebbero essere le Capitanerie di porto. Nei casi più gravi o reiterati e laddove la violazione sia commessa da navi battenti bandiera italiana, è prevista la sospensione da 1 a 12 mesi o la revoca della licenza, autorizzazione o concessione a opera delle autorità amministrative competenti.

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COMPETENZE RIDOTTE SULLE NAVI PER IL MINISTERO DEI TRASPORTI

L'articolo 2, come detto sopra, interviene in materia di Codice della navigazione, in particolare sul divieto di transito e sosta di navi mercantili nel mare territoriale, «limitando le competenze del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell’ambiente marino». Viene invece attribuita al ministro dell’Interno «la competenza a limitare o vietare il transito e la sosta nel mare territoriale qualora sussistano ragioni di ordine e sicurezza pubblica, con espresso riferimento dell’articolo 19, comma 2, lett. g), della Convenzione di Montego Bay, così valorizzando la cosiddetta presunzione di offensività del passaggio in caso di "carico o scarico di (…) persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero"».

INASPRIMENTO DELLE PENE PER CHI RESISTE A UN PUBBLICO UFFICIALE

Il decreto sicurezza bis inasprisce inoltre le sanzioni per chi compie danneggiamenti nel corso di riunioni in luoghi pubblici. E trasforma da sanzioni in delitti, con il conseguente innalzamento delle pene, le azioni di chi si oppone a pubblici ufficiali con qualsiasi mezzo di resistenza attiva o passiva, dagli scudi alle mazze e ai bastoni. Modifiche al Codice penale aggravano il reato per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, soprattutto se commessi durante manifestazioni in luogo pubblico. Soppressa la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.

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