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Perché i super poteri dati da Salvini ai prefetti sono incostituzionali

Perché i super poteri dati da Salvini ai prefetti sono incostituzionali

Violano l’autonomia di Comuni e Province garantita dalla Carta. Così la Consulta ha bocciato una parte del decreto sicurezza.

20 Giugno 2019 21.42

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Nel decreto Sicurezza di Matteo Salvini c’è qualcosa che non va. Lo ha rilevato la Corte costituzionale esaminando alcune disposizioni del Titolo II del dl e ritenendo che sia stata violata l’autonomia costituzionalmente garantita a Comuni e Province. Pertanto la Consulta ha accolto le censure sull’articolo 28 che prevede un potere sostitutivo del prefetto nell’attività di questi enti. La notizia è stata comunicata dall’Ufficio stampa della Corte costituzionale, in attesa delle motivazioni.

INAMMISSIBILI I RICORSI DELLE REGIONI

La Consulta ha inoltre dichiarato inammissibili i ricorsi contro il decreto presentati dalle Regioni Calabria, Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria, che ne hanno impugnato numerose disposizioni lamentando la violazione diretta o indiretta delle loro competenze.

NUOVE REGOLE DI COMPETENZA DELLO STATO

La Corte ha ritenuto che le nuove regole su permessi di soggiorno, iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, sono state adottate nell’ambito delle competenze riservate in via esclusiva allo Stato.

ESULTA IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA

Fallito dunque il tentativo dei governatori del Partito democratico contro la legge simbolo del leader della Lega. Non a caso il sottosegretario leghista alla Giustizia Jacopo Morrone ha esultato così: «Tanto rumore per nulla, l’ostilità pregiudiziale delle Giunte dem è quindi tutta fuffa propagandistica sollevata ad arte». Ma il presidente toscano Enrico Rossi ha risposto dicendo che «si tratta soltanto del primo tempo della battaglia che abbiamo intenzione di combattere contro chi, come il ministro Salvini, calpesta i diritti umani più elementari».

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