Cosa prevede la risoluzione del Def 2019

Cosa prevede la risoluzione del Def 2019

La Camera approva il Documento di economia e finanza. Tra gli impegni chiesti al governo nessun aumento dell'Iva né una patrimoniale. Ma anche 300 mln al trasporto pubblico e fondi alla ricerca. I punti. 

18 Aprile 2019 12.37

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La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza (Def) con 272 voti favorevoli, 122 contrari e 3 astenuti. Nel testo, secondo fonti parlamentari, si indica il 'no' agli aumenti dell'Iva e a ogni altro aumento fiscale, a partire dalla patrimoniale, mentre dovrebbe essere ribadita l'intenzione di proseguire con la flat tax per le famiglie. Su questo fronte dovrebbe anche essere confermata l'intenzione di introdurre nuove forme di incentivo alla natalità. La maggioranza inoltre impegna il governo a «rispettare i vincoli di finanza pubblica come definiti dal Documento di economia e finanza 2019». Ecco i principali punti della risoluzione al Def.

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PORTARE A TERMINE IL PERCORSO PER L'AUTONOMIA

Lega e Movimento 5 stelle nella risoluzione al Def si prefiggono di portare a termine il percorso per l'Autonomia richiesto al momento da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. «In considerazione dello stato avanzato delle iniziative per la realizzazione dell'autonomia regionale e in particolare della condivisione espressa dal Consiglio dei ministri dello spirito delle medesime iniziative, a dare seguito alla fase finale dei procedimenti avviati ai sensi» della Costituzione «ai fini dell'attuazione del cosiddetto "regionalismo differenziato"».

DISINNESCARE IVA E AVANTI CON LA FLAT TAX

La maggioranza impegna il governo ad «adottare misure per il disinnesco delle clausole di salvaguardia fiscali del 2020». In linea con il contratto di governo, ribadiscono M5s e Lega, si impegna l'esecutivo a «continuare, nel disegno di legge di bilancio per il prossimo anno, il processo di riforma delle imposte sui redditi ("flat tax") e di generale semplificazione del sistema fiscale, alleviando l'imposizione a carico dei ceti medi». «Questo Def», ha spiegato il ministro all'Economia Giovanni Tria intervenendo alla Camera, «mantiene sostanzialmente la legislazione vigente, secondo la legislazione vigente l'Iva l'anno prossimo aumenterà, se la legge non sarà cambiata». Ma la «legge verrà cambiata con la prossima legge di Bilancio». La legge di Bilancio per il 2020, ha chiarito Tria, sarà «l'occasione in cui verranno adottate le misure alternative atte a evitare l'aumento dell'Iva».

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STANZIARE 300 MILIONI PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Lega e M5s chiedono al governo di trovare 300 milioni per il trasporto pubblico locale, tra i fondi 'congelati' dalla clausola salva-deficit della manovra. Tra gli impegni c'è infatti quello di «prevedere l'individuazione, in sede di legge di assestamento al Bilancio 2019, delle risorse destinate al trasporto pubblico locale, momentaneamente rese indisponibili a legislazione vigente al fine di fare fronte a specifiche esigenze economico-contabili». Nei giorni scorsi, proprio nel corso delle audizioni sul Def, le Regioni avevano lanciato un allarme sulla carenza di risorse che, se non colmata, poterebbe a fermare i bus e tutti i mezzi di trasporto locale già a dicembre.

RAFFORZARE IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE CON DISABILI

La maggioranza gialloverde chiede all'esecutivo di «rafforzare le misure di tutela già adottate a sostegno della non autosufficienza e dei nuclei familiari, in particolare quelli con componenti disabili».

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SPENDING REVIEW E NESSUNA PATRIMONIALE

Lega e M5s chiedono di procedere con la spending review ed escludono l'ipotesi di una patrimoniale. Nel testo si impegna il governo ad «adottare un piano di razionalizzazione, riqualificazione e di revisione della spesa pubblica e in particolare delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici, nonché delle società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche che non emettono strumenti finanziari in mercati regolamentati». Contemporaneamente si chiede l'impegno a «non prevedere misure di incremento della tassazione sui patrimoni».

PIÙ FONDI A RICERCATORI E PROFESSORI CONTRO LA FUGA DEI CERVELLI

Arginare la 'fuga dei cervelli', soprattutto in Sanità, e prevedere più soldi per professori e ricercatori. Nel documento M5s e Lega chiedono al governo di «aggiornare a livello regionale il parametro di riferimento della spesa per il personale degli enti del Servizio sanitario nazionale» per poter «procedere, già dall'anno 2019, a un piano di assunzioni che argini il fenomeno della cosiddetta 'fuga dei cervelli' e supporti la promozione di innovazione e ricerca in campo sanitario, valorizzando la funzione dei centri sanitari di nuova generazione e investendo in politiche di formazione ed inserimento lavorativo delle nuove professionalità».

UN SISTEMA SCOLASTICO UNIFORME

Tra le richieste dei gialloverdi anche la messa a punto di un sistema scolastico "uniforme" da Nord a Sud.« Con riferimento al sistema scolastico nazionale e al diritto allo studio» la maggioranza impegna il governo a «definire livelli essenziali delle prestazioni tali da garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale». Sul fronte del «rinnovo contrattuale dei lavoratori del comparto "istruzione e Ricerca", per il triennio 2019-2021», si legge ancora nel documento, «si ritiene opportuno prevedere un incremento salariale adeguato».

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