Cosa ha detto Tria su manovra e pensioni illustrando la nota del Def

Cosa ha detto Tria su manovra e pensioni illustrando la nota del Def

09 Ottobre 2018 09.52
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In difesa della manovra. E offrendo un ramoscello d'ulivo all'Unione europea. Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha illustrato la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) in audizione alle Camere. Gli obiettivi del governo sono «ridurre sensibilmente, entro i primi due anni di legislatura, il divario di crescita con l'Eurozona e conseguire una prima diminuzione significativa del rapporto deficit/Pil nell'arco del prossimo triennio». E mentre parlava, lo spread tra Btp e Bund è tornato a salire superando di nuovo i 300 punti base, toccando quota 305.

SULL'UNIONE EUROPEA: «ABBASSARE I TONI»

«Come è noto la Commissione Ue ha espresso preoccupazione circa la modifica del percorso programmatico. Ora si apre una fase di confronto costruttivo con la Commissione che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra. In questo confronto costruttivo voglio dichiarare il mio accordo con il presidente della Camera Roberto Fico sulla necessità di abbassare i toni».

SULLA MANOVRA: «È CORAGGIOSA, NON IMPAVIDA O IRRESPONSABILE»

La manovra in arrivo è stata definita «coraggiosa, che non vuol dire impavido o irresponsabile. La stabilità finanziaria non può essere raggiunta senza stabilità sociale».

SULLE PENSIONI: «CAMBIO TEMPORANEO, FINESTRE SPECIFICHE»

Con la manovra arriverà una «temporanea ridefinizione delle condizioni per il pensionamento, la creazione di finestre specifiche per consentire al mercato del lavoro di stare al passo con i processi tecnologici e di accelerare il rinnovamento», assumendo «nuove persone con nuovi profili». Secondo Tria l'attuale sistema «garantisce la stabilità finanziaria di lungo periodo, ma nel breve frena il fisiologico turnover con i giovani che restano fuori e gli anziani che non possono uscire».

SULL'IVA: MILIARDI PER LO STOP ALL'AUMENTO NEL 2020 E NEL 2021

Nella nota di aggiornamento al Def è stato «fissato per il 2019 l'obiettivo di indebitamento netto del 2,4%, superiore di sei decimi di punto al valore stimato per il 2018, che consentirà tra l'altro la disattivazione dell'aumento Iva per il 2019. Per il 2020 e il '21 il deficit è al 2,1% e all'1,8%. All'interno di tali obiettivi troverà spazio la riduzione di aumenti Iva per 5,5 miliardi nel 2020 e per 4 miliardi nel 2021».

SULLE INFRASTRUTTURE: «CHIEDEREMO ALL'UE FLESSIBILITÀ»

«È intenzione del governo chiedere il riconoscimento della flessibilità alla Commissione europea per un piano di investimenti straordinario di messa in sicurezza e manutenzione della rete infrastrutturale italiana che, con il crollo del Ponte Morandi a Genova, ha tragicamente dimostrato deve essere affrontata con urgenza», ha detto poi Tria.

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