In Italia ci sarà un deposito di scorie nucleari, Pichetto Fratin: «Spero in tempi brevi»

Redazione
07/11/2023

Il ministero dell'Ambiente lo ha annunciato a Rimini: «Chi dice che non lo vuole è pronto a dire a un suo famigliare o a un suo amico “non fare la Pet in ospedale, perché produce scorie”? Dobbiamo risolvere questo problema».

In Italia ci sarà un deposito di scorie nucleari, Pichetto Fratin: «Spero in tempi brevi»

In Italia nascerà un deposito per le scorie nucleari. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, lo ha annunciato agli Stati generali della green economy alla fiera Ecomondo di Rimini. Ha spiegato: «Questo governo farà il deposito delle scorie nucleari. Non dico entro Natale, ma in tempi molto brevi. Ci sto lavorando tutti i giorni». E ha aggiunto: «Abbiamo 22 container di scorie ad alta intensità in Slovacchia, Francia e Inghilterra. Poi abbiamo in questo momento 98mila metri cubi di scorie a bassa e media intensità, che sono essenzialmente ospedaliere».

Pichetto Fratin: «Il deposito si farà»

Il ministro Pichetto Fratin ha parlato anche del fronte dei no, di tutti coloro che non vorrebbero un deposito: «Chi dice che non vuole il deposito delle scorie è pronto a dire a un suo famigliare o a un suo amico “non fare la Pet in ospedale, perché produce scorie”? Noi produciamo mediamente 1.000 metri cubi al mese di scorie. Dobbiamo trovare una soluzione. Dopo trent’anni non ce l’abbiamo ancora fatta. Questo governo vuole farcela, e farà il deposito delle scorie».

In Italia ci sarà un deposito di scorie nucleari, Pichetto Fratin «Spero in tempi brevi»
Il ministro Pichetto Fratin (Imagoeconomica).

Sulle rinnovabili: «Entro il 2030 obiettivo 70 gigawatt»

Pichetto Fratin ha comunque sottolineato come il governo voglia proseguire sulla strada dell’energia rinnovabile. Ha spiegato: «In Italia nel 2021 sono stati impiantati meno di 1,5 gigawatt di rinnovabili, poi nel 2022 sono aumentati a 3 gigawatt. L’obiettivo di quest’anno è farne almeno 6, e l’obiettivo al 2030, che stiamo dando nel piano nazionale energia, è raggiungere i 70 gigawatt». E poi ha concluso: È facile esaltare l’obiettivo, ma poi si tratta di trovare il punto di equilibrio rispetto ai beni paesaggistici, alle valutazioni ambientali, alle valutazioni dei territori. L’eolico offshore poi ha bisogno di tempi molto più lunghi. È un percorso che questo paese può fare. Ci vuole il massimo della determinazione e il massimo della integrazione tra i vari livelli istituzionali, governo, Regioni e Comuni».