Nomine pubbliche, l’irritazione di Descalzi e Starace

Redazione
27/04/2020

Malumori dell'ad di Eni per il cda uscito dalle trattative dei partiti, in particolare per le correnti M5s, dove non ha alcun sostenitore. Il numero uno di Enel invece è preoccupato dall'attivismo del neo presidente Crisostomo.

Nomine pubbliche, l’irritazione di Descalzi e Starace

Ferma la giostra delle nomine nelle società pubbliche, cominciano a profilarsi le prime conseguenze delle scelte fatte dal Mef e dai partiti. Sono due i fronti più caldi: Eni ed Enel. Già in fortissima fibrillazione per il crollo del prezzo del petrolio, e la conseguente perdita di quasi 3 miliardi nel primo trimestre 2020, all’Eni il riconfermato amministratore delegato (terzo mandato) Claudio Descalzi non è per nulla contento del cda uscito dal frullatore delle trattative dei partiti e, soprattutto, delle correnti dei cinque stelle, dove non può contare su alcun sostenitore.

Di questo risultato il numero uno della società petrolifera accusa l’uomo che aveva scelto come suo ambasciatore nei palazzi della politica: Claudio Granata. Forte di un mandato fiduciario assoluto e di un rapporto personale a prova di bomba – che ha resistito anche dopo che il braccio destro di Descalzi aveva subito diversi inciampi – Granata aveva fatto patti non solo con il Pd, che li ha rispettati assicurando fino in fondo la sua copertura a Descalzi per una riconferma che non era affatto scontata, ma anche con alcuni settori dei pentastellati, a cominciare dalla corrente milanese capitanata da Davide Casaleggio e Stefano Buffagni.

Il risultato è stato però la nomina di Lucia Calvosa a presidente, che risponde a logiche private (è amica di Cinzia Monteverdi, ad del Fatto quotidiano, cui era stata presentata da Flavio Cattaneo, conosciuto durante la breve esperienza del manager alla testa di Tim) e di potere (Marco Travaglio), che certo non ha fatto piacere a Descalzi, il quale teme sia una vera e propria gatta da pelare. Inoltre, nel palazzone dell’Eur sono molti i dirigenti convinti che per la sua riconferma sia stata chiesto a Descalzi di giubilare Granata. Vedremo nelle prossime settimane.

IN ENEL POSSIBILI SCINTILLE TRA STARACE E CRISOSTOMO

Problemi non diversi in Enel. L’amministratore delegato Francesco Starace ha lungamente puntato i piedi per difendere la riconferma a presidente di Patrizia Grieco, con la quale ha instaurato un rapporto di amicizia saldissimo. Ha così insistito, Starace che a un certo punto, come ha raccontato Lettera43, ha persino rischiato che gli venisse dato il benservito. Poi è riuscito a ottenere il terzo mandato, ma al prezzo di veder sedere sulla poltrona che era della Grieco, cui nel frattempo è stato offerto il salvagente della presidenza di Mps, una personalità forte come l’avvocato milanese Michele Crisostomo, gentile nei modi ma duro nella sostanza, che ha tutta l’intenzione di non andare negli uffici romani di viale Regina Margherita a fare la bella statuina. Tant’è vero che Crisostomo ha già fatto un giro di contatti con gli altri membri del cda con il chiaro intento di costringere Starace, talmente abituato a comandare senza rispondere a nessuno che in azienda viene definito Napoleone, a venire a più miti consigli. Si attendono scintille, specie quando si dovrà decidere la riorganizzazione della prima linea dei dirigenti, ritenuta troppo debole.