Di Foggia corre ai ripari con Barabino & Partners, Trota Bossi in un museo e altre pillole

Luca Di Carmine
23/01/2024

L'ad di Terna si affida alla società leader nella comunicazione finanziaria in vista del pronunciamento della Consob sui licenziamenti dei manager Scornajenchi e Del Villano senza comunicazione ai mercati. Intanto il figlio di Umberto si sposa con la rumena Izabela Corina Juncu in una location particolare. Gli spifferi di L43.

Di Foggia corre ai ripari con Barabino & Partners, Trota Bossi in un museo e altre pillole

Giorgia Meloni deve aver letto il libro di Fulvio Abbate, uscito nel 2023, e intitolato L’amichettismo, prima di parlare della cultura “de sinistra”. In quelle pagine l’autore scrive: «L’amichettismo ha lo spessore culturale e politico di un’emoticon accompagnato da un cuoricino, come fosse un sospiro. L’amichettismo racconta un insieme chiuso di relazioni. Per lo più interessate. Un progetto d’ambizione decisamente professionale, l’affetto appare secondario. Così aderisce alle ragioni e alla prassi del liberismo, sebbene dichiari di collocare il proprio umano presidio esclusivo “a sinistra”. Il pensiero del singolo, dell’individuo, della persona stessa si ritrova così sostanzialmente negato, cancellato; assente è ogni vera libertà, la stessa fantasia, così nel suo recinto; in definitiva siamo nel dominio del conformismo».

Di Foggia corre ai ripari con Barabino & Partners, Trota Bossi in un museo e altre pillole
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

E non mancano i dettagli: «L’amichettismo, si sappia ancora, ha la pretesa sovrana di mostrare il Lato A del Bene. Nel Lato B vive l’Altro, l’estraneo, l’escluso, l’individuo sospetto. Marchiato sovente come “rosicone”, lessico plebeo, tuttavia utilizzato anche dai “laureati”, dagli iscritti alle migliori scuole di scrittura creativa, lettori garantiti delle rubriche di Concita De Gregorio su la Repubblica. Si tratta di una propensione che nulla ha di veramente adulto, un qualcosa che cancella la “virilità”, manifestando semmai una vera e pervicace femminilizzazione del consenso all’interno, si è già detto, di un insieme umano ristretto e definito, impenetrabile al “diverso”, a chi non sia riconosciuto appartenente alla medesima “razza” gentile, alla “bella gente”». A proposito, ad Abbate non parlate di Walter Veltroni. E viceversa.

Barabino per Giusy

Giuseppina Di Foggia non si sente affatto tranquilla. Passi quando le critiche su certi pittoreschi atteggiamenti, la sua attitudine a non badare a spese per rendere la sua vita in azienda meno tetra, e l’amichettismo con le sorelle Meloni venivano dai suoi detrattori. Ma ora l’amministratrice delegata di Terna deve affrontare un ostacolo che se non superato rischia di farle male. La Consob infatti dovrebbe esprimersi sui fatti accaduti nell’estate 2023, quando di punto in bianco Di Foggia fece fuori il direttore finanziario Agostino Scornajenchi e quello del corporate affairs Giuseppe Del Villano senza sostituirli, e soprattutto senza comunicarlo al mercato, che per una società quotata non è proprio il massimo. In vista del pronunciamento dei guardiani della Borsa (sempre che alla fine si pronuncino) Di Foggia ha ingaggiato Barabino & Partners, società leader nella comunicazione finanziaria.

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L’ad di Terna Giuseppina Di Foggia (Imagoeconomica).

Per Mattarella c’è Bonolis. Senza la Meloni

Si è sempre detto: per Giorgia Meloni il migliore attore italiano è Pino Insegno. Lui dovrebbe essere la voce del governo, delle cerimonie ufficiale, della televisione di Stato. Ma ci sono molti altri concorrenti, e nel piccolo schermo gli ascolti non premiano Pino. E succede anche altro: Meloni ha rapidamente programmato un viaggio in Turchia, per incontrare Erdogan. Nello stesso giorno però c’era l’inaugurazione di Pesaro capitale della cultura italiana per il 2024: e chi conduceva l’evento, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano? Paolo Bonolis. Mica Insegno.

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Izabela Corina Juncu, promessa sposa del Trota Bossi.

“Trota” Bossi in un museo: sì, ma per sposarsi

Il “Trota” Bossi, quello che era diventato per i suoi “curiosi” studi universitari in terra straniera, ora ha sposato una straniera. E pensare che “prima gli italiani” è sempre stato lo slogan più amato della Lega di Matteo Salvini: non a caso il rapporto del numero uno del Carroccio con il fondatore Umberto Bossi è praticamente nullo. Ma c’è un altro caso: per impalmare la sua donna, Izabela Corina Juncu, rumena, il “Trota”, già consigliere regionale leghista in Lombardia, è entrato in un museo. Non si è trattato di un errore ma di un atto volontario: si dà il caso che l’edificio che ospita la collezione di Floriano Bodini, in quel di Gemonio, nel Varesotto, è stato utilizzato per celebrare il matrimonio. Solo successivamente verrà fatto il bis, in una chiesa: papa Bergoglio è avvisato (comunque le opere di Bodini in Vaticano ci sono, e da tanti anni). Che poi ad alcuni invitati alla cerimonia il cognome della sposa ha ricordato un vecchio proverbio siciliano: «Càlati juncu ca passa la china».