Di Maio: «La Tav? Diremo alla Francia che non serve più»

19 Maggio 2018 11.44
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«Una battaglia storica che molti anni fa ha dato vita a tutto questo». Non poteva Luigi Di Maio, leader dei 5 Stelle non parlare della Tav, partendo con il suo tour da Ivrea. Ed è da qui che il pentastellato ha lanciato un messaggio assai più netto di quello che c'è scritto nel contratto di governo. Nell'accordo tra Movimento 5 Stelle e la Lega, ha dichiarato, «c'è il blocco di un'opera che è inutile. Andremo a parlare con la Francia e gli diremo che la Torino-Lione poteva valere trent'anni fa, ma non più oggi. Non serve più». Ai militanti No Tav però non era piaciuta il fatto che si diceva no al Terzo Valico ma non alla grande opera tutta.

PER LA CHIUSURA DELL'ILVA. Linea ribadita anche sul blog: «Ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nel rispetto dell'accordo Italia Francia», si legge in un post che sottolinea anche: «Nel contratto c'è scritto chiaramente che si lavorerà per la chiusura dell'Ilva, per l'introduzione di un modello di gestione dei rifiuti che cancellerà lo Sblocca Italia, che finanzieremo una rete di colonnine elettriche per le ricariche delle auto, e che ci sarà una premialità fiscale per le produzioni meno impattanti». E poi precisa, con un chiaro messaggio rivolto a chi aveva fatto notare la parzialità dell'annuncio sulla Tav: «Non c'è l'elenco puntuale delle singole opere. Per tutte le opere non esplicitamente citate la discussione è rimandata al comitato di conciliazione dove il M5S continuerà a ribadire la sua contrarietà».

«UN PREMIER AMICO DEL POPOLO». Intanto Di Maio ha voluto specificare che quella con Salvini «non è un'alleanza» ma «un contratto su punti specifici». Per definire il premier su cui una scelta dovrebbe essere presa nelle prossime ore, Di Maio ha detto che dovrà essere un «amico del popolo». Mentre Davide Casaleggio ha ribadito che il primo ministro ideale sarebbe proprio Di Maio. Sabato 19 maggio nel frattempo sono i leghisti chiamati a ratificare l'intesa. E lunedì il leader 5 stelle e il segretario della Lega sono attesi al Colle per consegnare a Mattarella le loro conclusioni.

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