Di Maio a Salvini: «Elezioni anticipate a giugno»

30 Aprile 2018 12.19
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Luigi Di Maio attacca i partiti con una lunga diretta su Facebook e propone a Matteo Salvini di andare insieme al Quirinale a chiedere elezioni anticipate nel mese di giugno. Ma sia il segretario della Lega, sia Silvio Berlusconi, dopo la vittoria di Massimiliano Fedriga in Firuli-Venezia Giulia, insistono: «Governo al centrodestra». Nel mirino di Di Maio c'è soprattutto il Partito democratico, che ha escluso la possibilità di votare la fiducia a un governo targato M5s, ma non mancano le bordate contro Forza Italia (leggi anche: Pd, Martina: «Impossibile guidare il partito»).

«È vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando al proprio orticello e ai propri interessi di parte», ha detto il leader del M5s nel suo video su Facebook, «avevo proposto un contratto alle altre forze politiche, non ho mai pensato che fosse facile, ma mai avrei pensato che fosse impossibile».

L'AFFONDO CONTRO BERLUSCONI. Salvini, ha poi spiegato, «ha preferito gli interessi di un condannato incandidabile a quelli degli italiani. Io gli ho parlato in maniera sincera, a cuore aperto, gli ho detto sediamoci e troviamo una quadra e facciamo partire un governo che possa cambiare il Paese. Niente, lui ha scelto Berlusconi: uno che ha fatto la legge Fornero, ha creato Equitalia e ha bloccato il paese per 20 anni per i suoi interessi personali».

LA REPLICA A RENZI. Altrettanto dure le parole riservate al Pd di Matteo Renzi: «Dall'altra parte avevamo il Pd, un partito che ha preso una clamorosa batosta alle elezioni, ma che qualcosa sembrava stesse cominciando a capire mettendo da parte Renzi, relegandolo a senatore semplice. Ma ieri sera lo abbiamo visto riproporre addirittura una riforma costituzionale, dopo che gli italiani gliene hanno già bocciata una. Invece di chiedere scusa agli italiani per i danni fatti con il suo governo, ha attaccato me e il M5s chiudendo a qualsiasi ipotesi di contratto».

LA PROPOSTA: «VOTO ANTICIPATO A GIUGNO». Che fare quindi? «A questo punto non c'è altra soluzione, bisogna tornare al voto il prima possibile, poi ovviamente deciderà il presidente Mattarella. Tutti parlano di inserire un ballottaggio nel sistema elettorale, ma il ballottaggio sono le prossime elezioni. Quindi io dico a Salvini, andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno. Facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione».

La finestra del voto anticipato è già virtualmente chiusa

Resta da capire se è possibile tornare alle urne a giugno, accorpando le nuove Politiche ai ballottaggi delle Amministrative previste per il 24 giugno. I tempi tecnici fanno propendere per il no, dato che la finestra per l'accorpamento si chiude il 9 maggio. La Costituzione prevede infatti che lo scioglimento delle Camere debba avvenire almeno 45 giorni prima del voto. Quindi, entro i primi giorni di maggio, una serie di passaggi istituzionali dovrebbe realizzarsi a tempo di record per consentire che il decreto del presidente della Repubblica che stabilisce la data del voto venga pubblicato sulla Gazzetta ufficiale con 45 giorni d'anticipo.

LO SCOGLIO DEL VOTO ALL'ESTERO. Come se ciò non bastasse, a rendere impossibili le elezioni anticipate a giugno c'è la questione del voto degli italiani all'estero. Per legge, infatti, una volta sciolte le Camere dovrebbero passare almeno 60 giorni di tempo per consentire l'attivazione delle procedure necessarie presso i consolati italiani in tutto il mondo. Ecco perché l'ipotesi di tornare alle urne il 24 giugno è di fatto impraticabile.

Salvini non raccoglie e Grillo difende Di Maio

Ma Salvini, sull'onda del successo della Lega in Friuli-Venezia Giulia, ha scritto su Twitter: «Grazie Friuli-VeneziaGiulia! Andiamo a governare, io sono pronto!». Berlusconi lo ha seguito a ruota, sottolineando che la vittoria in Friuli «è una ragione in più per affidare al centrodestra la guida del governo nazionale» e che gli italiani stanno «rapidamente abbandonando» il M5s, confermando che i grillini sarebbero «considerati del tutto inadatti a governare».

GRILLO: «PD E FI SFRUTTANO L'ENTUSIASMO DI DI MAIO». In sostegno di Di Maio è arrivato invece Beppe Grillo che ha attaccato tutti sul suo blog: «L'entusiasmo di Luigi viene propagandato come fosse bramosia di potere e la sinistra frou frou gioca la carta di un'improbabile supremazia intellettuale, ridicola, figlia di accordi con quello che hanno sempre chiamato 'Caimano'. È la perfezione del parassita: cerca nutrimento dalle stesse forze che lo hanno sconfitto». «Il Pd e FI in agiscono con una sincronia perfetta: quando si tratta di sopravvivere tramite il camuffamento sono efficientissimi».

Le due opzioni nelle mani di Mattarella

Dopo la netta chiusura di Matteo Renzi a un accordo con il M5s, l'appuntamento della direzione Pd del 3 maggio è quasi ininfluente per la formazione del nuovo governo. Il Colle ne ha preso atto, derubricando dal taccuino anche questa strada. Restano quindi due sentieri, che necessitano di una decisa spinta presidenziale: un "governo di tregua" – il preferito da Mattarella – per arrivare alla fine dell'anno e permettere l'approvazione della legge di Stabilità; oppure un "governo elettorale" per andare di nuovo alle urne tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre.

QUIRINALE CONTRARIO A TENTATIVI AL BUIO. Se il M5s è uscito allo scoperto chiedendo elezioni già a giugno, non è chiaro cosa abbia veramente in mente Matteo Salvini. Che però non si è associato alla richiesta di Di Maio di un ritorno al voto immediato. Fino a pochi giorni fa anche il segretario della Lega evocava apertamente il ritorno alle urne, mentre il suo alleato Silvio Berlusconi continua a ripetere che il presidente dovrebbe dare un incarico al centrodestra per tentare la sorte in parlamento. Soluzione però che non piace al Quirinale, da sempre contrario all'idea di tentativi al buio.

SENZA UN ACCORDO GENTILONI NON RESTERÀ A PALAZZO CHIGI. Al di là di un "governo di tregua" o del presidente, tutto da costruire intorno a una figura terza e autorevole, capace di coagulare consensi trasversali, resta il governo elettorale. Ma come realizzare questo esecutivo che avrebbe come obiettivi la gestione delle emergenze e della campagna elettorale agostana? Il presidente Mattarella sa benissimo che senza un accordo di tutti sarà impossibile chiedere a Paolo Gentiloni di restare a Palazzo Chigi. Serve quindi un nuovo governo, in ogni caso. Anche per questo il Capo dello Stato dovrà sondare le forze politiche e, in mancanza di un accordo, dovrà spendersi in prima persona.

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