Di Maio attacca la Lega sul conflitto di interessi

Il ministro del Lavoro avvisa: «La legge è prevista nel contratto di governo». E rilancia la sfida per le Europee: «Referendum? A Renzi non ha portato bene».

12 Maggio 2019 12.13
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Salvini chiama, Di Maio risponde. E il botta e risposta fatto di frecciate tra alleati di governo divisi dalla campagna elettorale per le Europee non accenna a placarsi. Se Salvini accusa il Movimento 5 stelle di bloccare il decreto sicurezza bis, Di Maio replica sul conflitto di interessi: «Mi aspetto lealtà al contratto», ha detto il ministro del Lavoro a San Giovanni Rotondo. «La legge è nel contratto e si deve fare perché abbiano fatto la legge anticorruzione e per contrastare la corruzione la cosa più importante è fare una legge che impedisca ai prenditori, non agli imprenditori, di avere santi in paradiso. Per fare in modo che non ci siano più leggi ad personam o ad aziendam per salvare il business a discapito di tutti gli imprenditori onesti italiani».

«REFERENDUM? NE HA GIÀ PARLATO RENZI…»

Al leader leghista, che ha indicato il voto del 26 maggio come un referendum sull'operato della Lega, Di Maio non ha risparmiato una battuta sarcastica: «L'ultimo che ha parlato di referendum è stato Renzi e non gli è andata bene. Io non sfido gli italiani, li rappresento. Gli italiani alle europee dovranno scegliere tra che si vuole tenere gli indagati per corruzione nelle istituzioni e chi no. Chi abbassa le tasse nei comizi e chi, invece lo fa davvero. Chi aiuta le persone con il salario minimo, e chi non lo vuole fare. Chi dice che la donna deve stare chiusa in casa a fare più figli». E a proposito del salario minimo, il ministro del Lavoro ha chiarito: «Nessun lavoratore deve guadagnare meno di 9 euro l'ora. Conto di approvare la legge sul salario minimo per agosto e da settembre tutti i salari a meno di 9 euro all'ora saranno illegali. E se poi in Europa ci fare diventare tanti, noi facciamo anche il salario minimo europeo e questo diventa una possibilità per livellare gli stipendi».

«NON FACCIAMO CAMPAGNA ELETTORALE SULLA SICUREZZA»

«Ieri», ha detto ancora Di Maio, «ho sentito del dl sicurezza due che ancora parla di fermare le partenza, senza affrontare il tema dei 90 o 500mila (ancora non s'è capito) che sono in Italia. Invece di fare il decreto per iniziativa elettorale, lavoriamoci qualche settimana, mettiamo i soldi per fare accordi con gli Stati di partenza e facciamo accordi per i rimpatri. Il M5s è a disposizione per aiutare il ministero dell'Interno su una cosa su cui siamo ancora fermi, rimpatri e ricollocamenti in tutto Europa».

«DIALOGO COL PD? NON SE È LO STESSO DI RENZI»

Sull'ipotesi di un dialogo col Partito democratico di Zingaretti, Di Maio ha risposto: «Se è come il Pd di Renzi o il Pd di Bersani che l'unica cosa che vogliono è aumentare gli stipendi dei parlamentari e reintrodurre i vitalizi con la legge Zanda, io penso che non ci possa essere dialogo. Ma non lo dico con pregiudizio. Io ho fatto un'apertura di credito al Pd e avevo detto chiaramente votate con noi la legge sul salario minimo orario e loro ci hanno detto che preferivano aumentare gli stipendi dei parlamentari invece di aumentare gli stipendi degli italiani. Tanto è vero che hanno ritirato la proposta sul salario minimo e hanno presentato la legge Zanda. Tutto ciò è surreale, credo che abbia avuto poca risonanza rispetto a quello che hanno combinato in questi primi mesi di nuova segreteria Zingaretti».

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