Di Pietro: «Fiat, altro che accordo storico»

Redazione
24/12/2010

Il botta e risposta tra Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori (Idv) e il premier Silvio Berlusconi non conosce...

Di Pietro: «Fiat, altro che accordo storico»

Il botta e risposta tra Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori (Idv) e il premier Silvio Berlusconi non conosce sosta. L’ultimo terreno di scontro è l’accordo tra Fiat e sindacati sullo stabilimento di Mirafiori (leggi la notizia dell’accordo sindacale), elogiato dal primo ministro (leggi la reazione del Cavaliere).
«Questa mattina Berlusconi ha consegnato agli operai un panettone imbevuto di veleno esaltando l’accordo su Fiat Mirafiori», ha detto Di Pietro il 24 dicembre, spalleggiato da Maurizio Zipponi, responsabile welfare dell’Idv. «Evidentemente, il presidente del Consiglio non sa che si tratta dell’ennesimo accordo separato che trasforma l’azienda in un reparto della Chrysler, spostando di fatto la testa tecnologica e progettuale negli Stati Uniti», hanno proseguito. «In questa trattativa il governo ha fatto da zerbino alla Fiat, che, per tutta risposta, sta chiudendo lo stabilimento di Termini Imerese e continua a perdere sul mercato il doppio della media europea».
Di Pietro si è scatenato anche sull’amministratore delegato Sergio Marchionne, criticandone il modello industriale (leggi le prospettive future del gruppo Fiat). «Berlusconi dichiara candidamente qual è il suo vero desiderio: pagare un dollaro l’ora gli operai e farli lavorare in fabbrica 12 ore al giorno per sette giorni alla settimana. Il suo modello è lo stesso di Marchionne che ha spostato la produzione in Brasile, Turchia, Serbia e Polonia trasformando l’Italia in un paese residuale». Non manca la stoccata finale: «Etichettare storico e innovativo un accordo che viola la Costituzione e cancella un settore come quello dell’auto dimostra, una volta di più, l’inadeguatezza di questo governo».