Di Pietro: «Fornero se ne frega della Costituzione»

Redazione
23/08/2012

Elsa Fornero ha promesso interventi per ridurre l’impatto fiscale sulle buste paga, ha suscitato l’attesa fiduciosa di Raffaele Bonanni, segretario...

Di Pietro: «Fornero se ne frega della Costituzione»

Elsa Fornero ha promesso interventi per ridurre l’impatto fiscale sulle buste paga, ha suscitato l’attesa fiduciosa di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ma non ha convinto Antonio Di Pietro.
Il leader dell’Italia dei Valori è stato ancora una volta duro: «Il ministro Fornero, che ha smantellato l’articolo 18, anche oggi, fregandosene della Costituzione, ha affermato che il posto di lavoro non è un diritto. Purtroppo la Fornero e questo governo non solo lo dicono, ma lo dimostrano con i fatti», ha detto Di Pietro riferendosi a un passaggio in cui il ministro si riferiva al diritto a un lavoro gratificante ma non al posto unico di lavoro.
BELLISARIO SARCASTICO. Ha ironizzato il presidente dei Senatori Idv Felice Bellisario: «L’annuncio del Ministro Fornero di intervenire sulla tassazione sul lavoro e con un piano per i giovani, visti i precedenti, suona un po’ come una minaccia. In realtà si tratta dell’ennesimo bluff, Fornero ha varato una riforma che pesa come un macigno sul mondo produttivo e continua a non considerare il lavoro un diritto: con questi presupposti è evidente che siamo di fronte all’ennesima fregatura».
Poi Bellisario è tornato serio: «A dispetto della propaganda del Ministro coccodrillo parlano i dati drammatici ottenuti dal suo Governo: l’aumento delle aziende costrette a chiudere, la disoccupazione alle stelle, la produzione ferma al palo, la mancanza di prospettive per le nuove generazioni e il pasticcio degli esodati. L’aggravarsi della crisi, che pesa soprattutto sulle Pmi e gli under 35, è il frutto avvelenato della mancata concertazione con le parti sociali e dell’assenza di confronto in Parlamento. Il Governo procede a testa bassa solo con i licenziamenti facili e lo smantellamento del welfare, senza dare risposte alle imprese ed estromettendo i giovani dal mercato del lavoro con la pessima riforma delle pensioni. Fornero farebbe bene a considerare di tornare quanto prima all’insegnamento».
FERRERO CONTRARIO AGLI SGRAVI ALLE IMPRESE. Totalmente contrario all’idea degli sgravi alle imprese, il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero.
«In una crisi che è dovuta anche agli stipendi troppo bassi che fanno sì che la gente non arrivi alla fine del mese, la Fornero non trova di meglio che aumentare gli sgravi fiscali alle imprese; sgravi fiscali che concorrono ad aumentare i loro profitti ma non l’occupazione e tantomeno i salari dei lavoratori».
Ha chiesto invece qualcosa di concreto Elvira Savino, deputata del Popolo della libertà: «Crediamo che sia venuto il momento di passare dalle parole ai fatti. Il Meeting di Cl di Rimini è indubbiamente una passerella di grande eco mediatica e di altrettanta legittimazione politica. È giunto però il tempo di mettere in atto in fretta misure concrete che facciano ripartire un Paese finora depresso da tagli senza investimenti. Per le aziende il ministro Fornero parla di taglio del cuneo a chi valorizza capitale umano. Bene: io dico va bene, ma anziché annunciarlo lo metta in pratica. Vedremo se domani il Consiglio dei ministri lo avallerà».