Diaz, le carriere dei condannati per le violenze del G8

Redazione
21/03/2018

Per il sostituto procuratore della Corte d'Appello di Genova Enrico Zucca è ipocrita la richiesta di giustizia nei confronti dell'Egitto...

Diaz, le carriere dei condannati per le violenze del G8

Per il sostituto procuratore della Corte d'Appello di Genova Enrico Zucca è ipocrita la richiesta di giustizia nei confronti dell'Egitto sulla morte di Giulio Regeni da parte di un Paese che ha issato ai vertici della polizia i «torturatori» della Diaz.

GABRIELLI: «ACCUSE INFAMANTI». Parole, quelle di Zucca, che hanno scatenato la dura replica del capo della sicurezza pubblica Franco Gabrielli, che ha parlato di «arditi parallelismi e accuse infamanti, che qualificano soltanto chi le proferisce».

CALDAROZZI NUMERO DUE DELLA DIA. Zucca, nel suo j'accuse, non ha fatto nomi, ma a è molti è parso evidente il riferimento all'attuale vice direttore della Direzione investigativa antimafia Gilberto Caldarozzi, nel 2001 al vertice dello Sco, la Sezione criminalità organizzazta. Condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi per falso, all'epoca dei fatti di Genova avrebbe partecipato alla creazione di prove fasulle dopo le violenze del G8 finalizzate ad accusare ingiustamente le vittime dei pestaggi.

LA CASSAZIONE: «DISCREDITO SULLA NAZIONE NEL MONDO». Per i giudici della Cassazione assieme agli altri condannati «ha gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero». Caldarozzi, sospeso dopo la condanna, non è rimasto con le mani in mano, trovando rapidamente un incarico da consulente della società pubblica Finmeccanica di cui era presidente Gianni De Gennaro, amico e capo della polizia proprio ai tempi del G8. Lo stesso De Gennaro che fu nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Mario Monti prima di diventare presidente dell'allora Finmeccanica e oggi Leonardo.

TROIANI E LA CARRIERA NELLA STRADALE. Pietro Troiani è, invece, il vicequestore che portò materialmente dentro la Diaz le due bottiglie molotov, trovate e sequestrate nel pomeriggio in un'aiuola di corso Italia che nei verbali costruiti ad arte si trasformarono nelle armi «trovate sul posto» che inchiodavano i black bloc. Condannato a tre anni e otto mesi per falso, lo scorso dicembre è stato designato per dirigere il Centro operativo autostradale di Roma. Troiani era stato sospeso, affidato ai servizi sociali ed espiata la pena era rientrato in polizia.

NESSUNO STOP DURANTE I PROCESSI. Le carriere non avevano subito stop neanche durante i processi: Francesco Gratteri al momento della condanna era diventato capo della Direzione centrale anticrimine; Giovanni Luperi capo-analista dell’Aisi (il servizio segreto interno). Filippo Ferri guidava la squadra mobile di Firenze; Fabio Ciccimarra era capo della squadra mobile dell’Aquila e Spartaco Mortola capo della Polfer di Torino.

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