Salvini vuole evitare il processo per il sequestro sulla Diciotti

29 Gennaio 2019 07.39
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Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ci ha ripensato e adesso non vuole essere processato per il caso Diciotti. Il leghista ha chiesto al Senato di negare l'autorizzazione a procedere. La svolta, che era nell'aria, è arrivata con una lettera indirizzata al direttore del Corriere della sera in cui il leader leghista ha spiegato che «non si tratta di un potenziale reato commesso da privato cittadino o da leader di partito. I giudici mi accusano di aver violato la legge imponendo lo stop allo sbarco, in virtù del mio ruolo di ministro dell’Interno. In altre parole, è una decisione che non sarebbe stata possibile se non avessi rivestito il ruolo di responsabile del Viminale». Salvini si è richiamato poi all’articolo 9, comma terzo, della legge costituzionale n. 1/1989, dove si spiega che il Senato nega l’autorizzazione «ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo».

CONTESTATI I REATI DI SEQUESTRO DI PERSONA E ABUSO D'UFFICIO

I giudici del tribunale dei ministri di Palermo hanno chiesto il rinvio a giudizio di Salvini – nonostante i pm avessero proposto l'archiviazione – per sequestro di persona e abuso d'ufficio. Ad agosto, infatti, aveva trattenuto 137 migranti a bordo della nave Diciotti attraccata a Siracusa, in attesa che si trovasse un'accordo con l'Unione europea per la loro distribuzione sul territorio continentale. Allora, quando fu indagato, il ministro chiese di essere processato. A inizio 2019 ha invece dichiarato di «avere la tentazione» di chiedere di essere processato. Adesso, evidentemente dopo essersi consultato con i suoi avvocati, ha detto di voler evitare il processo. La pena prevista per i reati contestati va dai tre ai 15 anni.

SALVINI: «C'ERA IL RISCHIO DI TERRORISTI AL BORDO»

Salvini in serata, al programma su La7 Dimartedì, ha detto che «il Senato e gli italiani devono decidere se sto facendo qualcosa che è nell'interesse del popolo italiano o no. Ci sono segnalazioni precise che sui barconi si infiltrano spacciatori, delinquenti, terroristi. In Tunisia ci sono almeno 3 mila combattenti islamici. A ogni barcone che arriva in Italia illegalmente dirò di no. Se per qualche magistrato è sequestro di persona per me è difendere i confini del mio Paese».

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IL M5S VUOLE VOTARE SÌ, MAGGIORANZA A RISCHIO

La vicenda Diciotti rischia di essere una bomba innescata sotto la poltrona del governo. Il M5s, infatti, è orientato a dare parere positivo alla richiesta, secondo le dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti. Un voto positivo alla richiesta, avvertono dalla Lega, metterebbe a rischio la maggioranza. Ma il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, sempre dalle colonne del Corriere della sera, ha provato a smussare: «È stato Salvini, mi pare, a chiedere di andare in giudizio. Non è un processo a lui e non sarà un processo al governo, perché sarà il governo stesso a dire in modo compatto che quella era una decisione collegiale di tutto l'esecutivo». Sulla stessa linea il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano: «È evidente che Salvini abbia cambiato idea o almeno il suo avvocato… Noi M5s lavoriamo con coerenza e abbiamo sempre dato l'autorizzazione a procedere», ha detto. «Conte e Di Maio hanno detto chiaramente che sono dispostissimi a farsi processare insieme, credo che debbano essere parte del processo perchè sono scelte collegiali di tutto governo». In giornata si sono susseguite dichiarazioni dello stesso tenore ma in serata, si apprende da fonti dei cinque stelle, è previsto «un incontro tra Di Maio e i senatori pentastellati membri della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, anche alla luce del cambio di posizione assunto dal vicepremier Matteo Salvini».

IL PD LO DENUNCIA ANCHE PER SEA WATCH

Intanto arriva la notizia che il Pd ha presentato un esposto alla Procura di Siracusa contro il governo sul caso Sea Watch: «Riteniamo siano state commesse – ha detto il presidente del partito Matteo Orfini – violazioni di legge come sul caso Diciotti. I migranti sono trattenuti in modo illegittimo sulla Sea Watch ma a nostro avviso ci sono altri punti di arbitrarietà e illegittimità». I democratici chiedono di valutare se non si configuri il reato di sequestro, aggravato dalla presenza di minorenni. Questa la risposta di Salvini: «I parlamentari del Pd passano il loro tempo a incontrare immigrati e denunciarmi. Io preferisco lavorare». Il ministro dell'Interno, si rileva nell'esposto, «sembra essere ben edotto della presenza di minorenni a bordo della Sea Watch 3, dal momento che, dinnanzi alla richiesta della Procura per i minorenni di Catania di far sbarcare i minori non accompagnati il senatore Matteo Salvini ha dichiarato alla stampa che i ragazzi hanno 17 anni e mezzo – cosa che fa di loro dei minori! – motivo per cui i porti sarebbero rimasti chiusi. Ad oggi i 47 migranti si trovano da oltre 10 giorni in mare, e da 4 giorni al largo di Siracusa – si dice nelle nell'esposto del Pd – senza un valido motivo per non farli sbarcare, in totale spregio del diritto internazionale e dei diritti fondamentali della persona».

IL TWEET DI GENTILONI: USCITE IL CONTRORDINE

Tweet-provocazione dell'ex premier Paolo Gentiloni, che scommette su una prossima giravolta del Movimento 5 stelle.

DI BATTISTA: «NON È GIUSTO PROCESSARE SALVINI»

E infatti il cambio di rotta nel M5s pareva essere arrivato. È stato Alessandro Di Battista a dire, nel salotto di Porta a Porta, che «qualora fosse successo a Di Maio, avrebbe rinunciato all'immunità, cosa che disse Salvini, ma ha cambiato versione. Ritengo che Conte debba scrivere una documentazione, un atto formale, al tribunale dei ministri e alla giunta per le autorizzazioni in sui si dice che quella scelta giusta o meno che fosse, è stato un atto condiviso di governo. Processare Salvini non è giusto». Poi però Di Battista ha spiegato: «Credo proprio che voteremo a favore dell'autorizzazione a procedere. Poi cercheremo una soluzione tutti assieme. Mancano due settimane, si mettano intorno a un tavolo Salvini, Di Maio, Conte e Toninelli per trovare una soluzione che rafforzi il governo. Può cambiare tutto in 24 ore, è cambiata la versione di Salvini… Gli consiglio di rinunciare a immunità, allo stesso tempo credo che Conte debba assumersi anche formalmente questa responsabilità».

CONTE: «ME NE ASSUMO LA RESPONABILITÀ POLITICA»

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto dicendo che «sulla vicenda è stata seguita la linea del governo, quindi mi assumo la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto. Non sarò certo io a suggerire ai senatori cosa votare, saranno i senatori che giudicheranno la linea politica del governo». Il presidente del Consiglio ha aggiunto che se avesse ritenuto illegittima la linea seguita sarebbe intervenuto.

Intanto è emerso che funzionari del Viminale, davanti ai magistrati siciliani, avrebbero sostenuto che c'era la possibilità di infiltrazioni terroristiche e/o criminali tra le persone soccorse a bordo della Diciotti. Anche se «la ricostruzione del Tribunale dei ministri non ha tenuto conto», sostiene una fonte del Viminale consultata dall'Ansa.

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