Dieci gay per me

Marianna Venturini
19/01/2011

Ecco una serie di proposte "coniugali" molto alternative.

Abbiamo cominciato con i dieci uomini da sposare, poi è stato il turno della decina al femminile. Adesso Lettera43.it vi propone i migliori gay sulla piazza.

Stefano Campagna, mezzobusto di sfondamento

È un mezzobusto impeccabile, ha condotto mille edizioni del Tg1 nell’appuntamento mattutino dell’organo d’informazione istituzionale per eccellenza. Sei milioni di italiani conoscono Stefano Campagna così, come giornalista televisivo. Poi nel 2007 ha deciso di rivelare qualcosa di più su di sé: «Io non sono ‘dichiarato’, sono una persona che lavora e che non ha nulla da nascondere. Quella che i benpensanti chiamano ostentazione per me è vita. Mi stupisce che la cosa stupisca. E spero che smetta di stupire». Nato a Roma, laureato in Scienze politiche, prima degli studi universitari ha vissuto per 23 anni tra l’Africa e il Medio Oriente, dove il padre lavorava. Ha fatto molto scalpore, come primo coming out dell’informazione televisiva.

Piace perché ha infranto un tabù

Ivan Cotroneo, la vita non è una fiction

Scrittore e sceneggiatore nato a Napoli nel 1968, Ivan Cotroneo con i suoi  racconti corali ha fatto innamorare tutti. Ogni suo scritto è illuminato. Insieme con Ferzan Ozpetek ha scritto la sceneggiatura del film Mine vaganti, vincitore del Globo d’Oro 2010 per la migliore sceneggiatura e candidato, per la sceneggiatura, al David di Donatello e al Nastro d’argento 2010.
Con la fiction Tutti pazzi per amore, di cui è autore, ha fatto ballare e cantare l’Italia intera, appassionata di una fiction cantata dai colori sgargianti e spensierata. Il suo ultimo libro s’intitola Un bacio, tanto breve (sono solo 91 pagine) quanto potente come solo la sua scrittura sa essere.

Piace perché è un’anima bella

Tiziano Ferro e il successo internazionale

Con la sua rivelazione e un’autobiografia chiarificatrice a ottobre 2010, Tiziano Ferro ha arrestato il chiacchiericcio. Da tempo, infatti, nell’ambiente dello spettacolo circolavano voci sulla sua presunta omosessualità, ma il cantante di Latina aveva sempre preferito glissare. Ci sono voluti il libro Tren’anni e una chiacchierata con papà e un’intervista a Vanity Fair. Il cantante da sette milioni di copie ha detto la cosa più banale e allo stesso tempo energica: «Mi voglio innamorare di un uomo». L’ex ragazzo di Latina (Roma) ha conquistato il panorama musicale internazionale, mescola le sonorità R&B e pop della musica di oltreoceano con testi un po’ particolari.

Piace perché è normale ma non banale

Stefano Gabbana, stilista globale

Tutti lo sapevano ma nessuno osava dirlo. Poi un giorno lo stilista Stefano Gabbana ha raccontato la sua lunghissima storia d’amore con il suo socio, Domenico Dolce, amico, ex compagno, presenza. «Vivere in coppia con un altro uomo senza subire discriminazioni è stato possibile solo da quando sono diventato famoso». Tra una passerella e l’altra, ha preso posizione anche sui temi come le unioni omosessuali: «sì ai Pacs, no ai matrimoni» che giudica «una pagliacciata». Gli ultimi 26 anni lo hanno portato al vertice nella moda italiana. Ha anche un altro primato: è tra i più desiderati dalle donne nella categoria uomini che non potranno mai avere.

Piace perché l’abito fa lo stilista

Gustav Hofer, l’artista impegnato

Nato a Sarentino, in provincia di Bolzano, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione a Vienna e in cinema a Londra si è trasferito a Roma. Dal 2001 ha lavorato per la televisione franco-tedesca Arte in qualità di corrispondente per la cultura dall’Italia. Da gennaio 2005 ha condotto  sulla stessa emittente il programma quotidiano di cultura, Journal de la Culture – Arte Kultur. Insieme con il suo compagno Luca Ragazzi ha girato il film Improvvisamente l’inverno scorso, documentario sulla coppia che sta insieme da otto anni, vincitore di un Nastro d’Argento come miglior documentario.

Piace perché racconta con le immagini la vita

Marco Mancassola, il fenomeno letterario

Scrittore e fenomeno editorale. Marco Mancassola, nato in Veneto nel 1973, non si è fatto mancare nulla. Dai 17 anni in poi ha fatto mille lavori. Ha vissuto a Padova, Roma e attualmente sta a Londra. Come scrittore ha esordito con la pubblicazione di alcuni racconti nel  1996, ma il successo è arrivato nel 2001 con la prima edizione del romanzo Il mondo senza di me, che è diventato un caso nella piccola editoria italiana. Seguono: Qualcuno ha mentito (2004), Last Love Parade. Storia della cultura dance, della musica elettronica e dei miei anni (2005), Il ventisettesimo anno. Due racconti sul sopravvivere (2005). L’ultima opera della sua bibliografia è Kids&Revolution.

Piace perché è un bello con il cervello

Fabrizio Marrazzo, in difesa della libertà

Conosciuto per essere il presidente dell’Arcigay romana, l’ingegner Fabio Marrazzo da molti anni si occupa di tematiche sociali come l’accoglienza e l’aggregazione. Dal 2003 è presidente di Arcigay Roma Gruppo ORA. Ha collaborato all’organizzazione di tutte le manifestazioni per la piena uguaglianza giuridica nella Capitale e fa parte del Consiglio nazionale di Arcigay. Impossibile non averlo visto accanto a qualche bandiera arcobaleno o alle manifestazioni nazionali. Sempre in prima linea, si batte per i valori in cui crede, ha affrontato anche alcune opposizioni interne ma non molla mai.

Piace perché crede nelle utopie

Alessandro Michetti alias Insy Loan

Con lo pseudonimo Insy Loan gestisce un blog e ha pubblicato il suo primo libro Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà. Il libro parla della vita di un ragazzo abruzzese (Insy Loan, appunto, al secolo Alessandro Michetti) che, con la scusa dell’università, si trasferisce a Roma. Ma, al di là del viaggio fisico, si narra del cammino che il protagonista ha fatto per giungere da un luogo in cui credeva di essere l’unico omosessuale a un luogo dove poter vivere liberamente la propria sessualità. Nel 2009 il settimanale Novella 2000 lo ha eletto come il gay più influente d’Italia.

Piace perché il blog allunga la vita

Diego Passoni, deejay e ballerino

Deejay, conduttore radiofonico, televisivo e ballerino, ma per tutti è solo Diego. Diego della Pina, Diego di Pinocchio, Diego di Radio Deejay. Nato a Monza, nel 1976, ha lasicato l’Italia  per la Francia dove ha insegnato italiano per mantenersi e studiato danza. Tornato in patria si è iscritto a un’accademia per i musical a Milano. Poi ha avuto la possibilità di ballare in televisione con Billy More, con Alexia, al Festivalbar e a Super. La penultima trasformazione lo ha visto diventare veejay per il canale Gay.tv, e in seguito è approdato a Radio Deejay.  Al grido di «Galline» assieme con La Pina forma una delle coppie dell’etere più amate.

Piace perché è scanzonato quanto basta

Nichi Vendola, comunista ultra moderno

Comunista, cattolico e gay dichiarato, il massimo per un esponente di sinistra radicale. È nato a Terlizzi, in provincia di Bari, nel 1959 poi si è appassionato alla politica ed è stato tra i fondatori del Partito della Rifondazione Comunista. Il Prc è stato una mescolanza di passioni e di storie, un contenitore caotico, eppure necessario. L’unico punto di resistenza rispetto all’omologazione della sinistra storica sul terreno del pensiero unico del mercato. Orecchino al lobo e fede al pollice, ha creato attorno alla sua ascesa politica una serie di simboli e rituali difficilmente imitabili dagli altri. Tra le Fabbriche di Nichi e la creazione ex novo di un partito di sinistra, per il governatore della Puglia c’è stata anche la riconoscibilità nazionale.

Piace perché da locale è diventato globale