Valisi riparte, ma è già fallito due volte

21 Gennaio 2019 10.14
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Diego Valisi corre: l'uomo che ha curato al debutto in Italia la raccolta pubblicitaria di Uomo Vogue, poi manager in Condé Nast, ha ricominciato in grande la sua attività di editore indipendente ed oggi è a capo di un gruppo – BelVivere – che edita 16 magazine, 18 siti e 37 profili social. Stessi uffici di prima, stesse testate (adesso sono un po' di più a dire il vero), stesso personale. Come se nulla fosse successo negli ultimi anni. Ma chi è incappato nel fallimento delle sue due società, Milan Fashion Media e Biblioteca della Moda, ancora deve vedere i suoi soldi. E non sono pochi: solo Milan Fashion Media ha lasciato un passivo da 2,8 milioni che lascia poche speranze a chi deve recuperare il proprio denaro. Nella traiettoria di Diego Valisi non c'è nulla di illegale o semplicemente sospetto. Ma è un fatto che le sue nuove attività ripartano in perfetta continuità con quelle vecchie, che pure hanno causato molte difficoltà a chi faceva affari con lui. Un passo indietro: negli anni Duemila Valisi fonda la Milan Fashion Media (2008) la cui principale attività è quella di concessionario pubblicitario. In seguito Valisi fonda la Biblioteca della Moda, dove raggruppa le sue attività editoriali. Molte le testate controllate, la più nota è forse Riders. Ma Valisi raccoglie la fiducia anche di grandi editori, come Rcs, che gli affida la raccolta pubblicitaria di Style Piccoli, o realtà più piccole che, per questo, in caso di mancati pagamenti hanno più difficoltà a rialzarsi.

PRIME DIFFICOLTÀ NEL 2015, NEL 2017 IL DOPPIO FALLIMENTO

Valisi diventa un uomo molto noto nella Milano dell'editoria, della moda: cresce il giro d'affari, circola il suo nome, crescono le commesse. In molti si affidano a lui. Ma qualcosa non va. Nel corso del 2015, si moltiplicano le difficoltà. Iniziano ad accumularsi debiti non pagati, e che lasciano grandi buchi in bilancio. Valisi, per vie informali, annuncia ai clienti le sue difficoltà, assicura che è pronto a tirarsi fuori dai guai anche utilizzando mezzi propri, ma il 14 dicembre arriva la doccia fredda: Milano Fashion Media annuncia che il 30 novembre ha depositato domando per accedere al concordato preventivo. Lo stesso ha fatto la Biblioteca della Moda. I pagamenti sono bloccati, ma il peggio deve ancora venire. Il concordato preventivo viene negato: nel 2017 le due società vengono dichiarate fallite.

VALISI RIPARTE, I CURATORI CERCANO I SOLDI PER RIPAGARE I DEBITI

A questo punto, la storia si sdoppia. Da una parte c'è il lavoro dei curatori fallimentari che provano a recuperare il recuperabile. Rcs ci ha rimesso oltre 700 mila euro, alcune banche come il Credito cooperativo di Carate Brianza o il Credito Valtellinese tra i 60 mila e i 48 mila, Studio editoriale oltre 150 mila, Italian Exhibition Group oltre un milione. Dall'altra, Valisi mette un punto a capo e riparte. Fonda una nuova società – Milan Fashion Library – che fin dal nome ricorda le due fallite. Si ricompra le testate messe all'asta dal curatore che si occupa di Biblioteca della Moda, affitta le attività d'azienda da chi cura Milan Fashion Media, dove lavorano i dipendenti. Con i soldi, i curatori fallimentari copriranno parte del rosso, ovviamente non tutto. Solo Milan Fashion Media ha un passivo di 2,8 milioni e, anche quando verrà messa all'asta, non permetterà di ricavare molto. Scontato, o quasi, che la ricompri la stessa Valisi che, intanto, ha messo a segno un altro colpo. Cose Belle d'Italia, tramite la controllata BelVivere, acquista Milan Fashion Library e nomina Valisi amministratore delegato e presidente della nuova realtà.

VALISI DICHIARA: «10 ANNI DI ESPERIENZA», MA CI SONO DUE FALLIMENTI

In un'intervista a Engage uscita a fine dell'anno scorso, Valisi ha così commentato la sua nuova attività: «Con la nostra realtà, presente sul mercato da 10 anni, siamo convinti di aver portato valore all’intero Gruppo Cose Belle d’Italia. Grazie alla nostra capacità di sviluppare contenuti mirati, alle nostre numerose testate, alla consulenza che sappiamo offrire – elementi che ci hanno caratterizzati in questi anni -, BelVivere ha scelto di crescere e aggiungere nuova forza vitale acquisendo un asset ricco di storia». In questa storia ci sono di mezzo anche due fallimenti. Che non sono un reato, ovviamente, ma che qualche problema ai creditori certo l'hanno causato. Mentre Valisi è ripartito, a quanto pare senza colpo ferire.

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