Di Maio, domani è un altro forno

21 Aprile 2018 07.00
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IN VINO EVITAS. Entrambi al Vinitaly, Matteo Salvini e Luigi Di Maio domenica non si sono incontrati, evitandosi strategicamente per tutto il giorno con la complicità dei rispettivi staff.

DOMANI È UN ALTRO FORNO, SI VEDRÀ. Il neo-panettiere Luigi Di Maio, martedì scorso ospite di Lilli Gruber, ha lanciato un aut aut alla Lega e al Pd: «Io aspetto ancora qualche giorno, dopodiché uno dei due forni si chiude», ha dichiarato in merito alle trattative per la formazione del governo.

C'ERA UNA SVOLTA. Dopo il primo giro di 'consultazioni' con la Casellati, giovedì pomeriggio il governo sembrava cosa fatta, con Salvini raggiante che dichiarava: «Sì, ci sono dei segnali di novità dal M5S e sono molto fiducioso» e Di Maio d'accordo nell'accettare l'appoggio esterno di Forza Italia a un esecutivo Lega-M5S. La doccia fredda è arrivata con il comunicato stampa di Forza Italia: «O partecipiamo al governo in una condizione di pari dignità o non se ne fa niente. L'appoggio esterno non è concepibile».

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZO STATO. Silvio Berlusconi ha aperto al Pd per un 'governo di responsabilità: «Il governo del centrodestra potrebbe concretamente fare accordi con uomini saggi, con i parlamentari dei gruppi misti e anche esponenti del Pd», ha dichiarato nel corso di un comizio in Molise. Secca la replica del piddino Ettore Rosato: «Berlusconi sogna».

GABINETTO DI GUERRA. Si allontana sempre di più l'ipotesi di un accordo M5S-centrodestra. Berlusconi, infatti, ha continuato imperterrito l'offensiva verso i pentastellati: «È gente che non ha mai fatto nulla nella vita: nella mia azienda li prenderei per pulire i cessi». Lo scontro si è acceso con il senatore M5S Nicola Morra, che ha risposto: «Meglio vivere onestamente, magari grazie al ‘pulire i cessi’, piuttosto che accordarsi con la Mafia. Capito, Silvio?».

COL FIATO SUL COLLE. Al termine del mandato esplorativo di Elisabetta Casellati, l'accordo per un governo sembra allontanarsi, con il presidente Mattarella che ha annunciato di volersi prendere due giorni di riflessione. Nel centrodestra, invece, si è quasi al redde rationem: Silvio Berlusconi ha ribadito il secco “no” alla collaborazione con i 5Stelle e l'apertura al Pd. Salvini ha ribattuto duramente: «Chi guarda a sinistra per me si chiama fuori».

TAX ROMANA. Una donna, dopo aver perso la madre, ha deciso di cremarla. Ma c’è una fila di 15 giorni e lei, nel corso delle due settimane, avrebbe voluto 'piangerla' un'ultima volta, ma dal cimitero le è arrivata una richiesta bizzarra: «Per vederla un’altra volta mi hanno detto di pagare 250 euro». Sembra una fake news, ma non lo è ed è successo a Roma. A denunciarlo è stata una donna che si è sfogata su Repubblica.

CAMERA-TI. Sgomento a Montecitorio: sulla porta interna di un bagno sono stati incisi una svastica e un motto nazista: «Il nostro carro armato sta ruggendo», si legge sullo stipite. L'incisione ha trovato anche una risposta: «Ma vai a cagare».

MO' VI MENTO (5 STELLE). Votato dalla rete e poi rimosso: Di Maio ha fatto sparire il programma politico – votato dagli iscritti – e l’ha sostituito 'in segreto' con uno diverso e non votato da nessuno. Diversi attivisti pentastellati si sono sfogati sui social: «Ci stanno mentendo!».

ARRIVEDERCI ROM. «Rimpatri assistiti per i nomadi»: è stata questa l'ultima trovata della sindaca Virginia Raggi nel tentativo di superare l'emergenza dei campi rom nella Capitale. I "rimpatri assistiti", come ha fatto notare Il Tempo, si potrebbero rivelare praticamente impossibili: la maggior parte dei nomadi che vive a Roma è "naturalizzata in Italia". Non solo: molti di loro sono nati proprio nella Capitale. E siccome il piano dell'esecutivo Raggi parla di "accompagnamento all'abitare", questa misura potrebbe rivelarsi un flop.

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