Per Di Maio il Pd di Zingaretti è peggio di quello di Renzi

Per Di Maio il Pd di Zingaretti è peggio di quello di Renzi

Il "no" a un'alleanza coi dem. Le parole rassicuranti sull'aumento dell'Iva. La stoccata a Salvini sul decreto Sicurezza bis. L'intervista del vicepremier a Sky Tg24.

16 Maggio 2019 20.03

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Parole rassicuranti sull'Iva, un attacco frontale al Partito democratico e una frecciata all'alleato di governo Matteo Salvini.

Un Luigi Di Maio a tutto campo, intervistato da Fabio Vitale a Tribù – Europa 19 su Sky Tg24, ha così parlato del possibile aumento dell'imposta sul valore aggiunto: «Siamo un Paese che ha 300 miliardi di euro di evasione fiscale. I 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva se vogliamo li troviamo velocemente, noi dobbiamo trovare le risorse anche per fare altro. Dobbiamo introdurre la regola semplicissima che per i grandi evasori c’è il carcere. Vedrete come funziona da deterrente. Questa norma andrà fatta subito dopo le elezioni europee».

«UN DIALOGO COL PD? LO ESCLUDO TOTALMENTE»

Di Maio ha poi commentato senza mezzi termini l'ipotesi di una alleanza con il Pd, a cui ha detto «un no secco». Perché questo Pd, ha detto il vicepremier, «ha cambiato il volto con Zingaretti, ma è, se possibile, peggio e più subdolo di quello di Renzi. È un partito che ha detto voleva difendere i più deboli e l’unica proposta di legge che ha presentato è la Legge Zanda, che aumenta gli stipendi dei parlamentari. Inoltre hanno ritirato la legge sul salario minimo. Di tutti i partiti negli scandali di corruzione quello che si sta comportando nella maniera più vergognosa è il Pd». Un dialogo con il Pd «lo escludo totalmente per come si è comportato [il Partito democratico] in questi mesi. Ma anche volendo, e non voglio, bisognerebbe parlare con Renzi non con Zingaretti, perché i gruppi parlamentari li gestisce ancora Renzi».

«IL DECRETO SICUREZZA? SALVINI HA DIMENTICATO QUALCOSA…»

Il leader politico del Movimento ha poi affrontato il tema del decreto Sicurezza bis, non risparmiando una stilettata a Salvini: «Se il ministero dell’Interno e il ministro dell’Interno hanno sentito l’esigenza di fare un decreto bis è perché è stato dimenticato qualcosa nel primo», ha detto Di Maio. «Credo che c’è una cosa da mettere nel secondo decreto Sicurezza che riguarda l’immigrazione, cioè i rimpatri. Abbiamo un grande problema in Italia oggi, che non sono più i migranti che arrivano, perché quelli con le politiche del governo che io sostengo li abbiamo ridotti. Adesso il tema è chi è rimasto qui, che si divide in due categorie: chi può stare qui e chi deve essere rimpatriato». Per il vicepremier pentastellato, «chi può stare qui deve essere ricollocato in Europa. Chi deve essere rimpatriato ha bisogno di accordi internazionali tra l’Italia e i Paesi di provenienza, e ci aspettiamo che ci siano queste cose nel decreto Sicurezza, altrimenti è uno spot elettorale. Questo decreto Sicurezza bis è nato all’indomani del caso Siri, non vorrei che fosse una trovata elettorale per distrarre dal caso Siri».

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