La memoria difensiva di Palamara: «Ero parte di un sistema»

Fuzio, membro del Csm, ha rivelato a Palamara notizie sull'indagine aperta a suo carico dalla procura di Perugia. Il sindacato delle toghe: «Faccia un gesto di responsabilità». Il pm indagato: «Non posso assumermi da solo tutte le colpe».

02 Luglio 2019 13.47
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L’Associazione nazionale magistrati ha chiesto con forza le dimissioni di Riccardo Fuzio, procuratore generale della Cassazione e membro di diritto del Csm, annunciando il suo deferimento ai probiviri del sindacato delle toghe.

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SI INVOCA UN GESTO DI RESPONSABILITÀ

L’Anm ha chiesto al magistrato un «gesto di responsabilità» per preservare le istituzioni da «ulteriori effetti devastanti». E ha spiegato: «Le dettagliate notizie di stampa riguardanti il procuratore generale fanno emergere un nuovo, sconcertante episodio nel quadro già molto grave emerso dagli atti dell’indagine di Perugia» sulle nomine nelle procure. Condotte «ancora più gravi in quanto riferite al titolare di un ufficio che ha, tra le proprie prerogative, anche l’esercizio del potere disciplinare ed è membro di diritto del Csm».

SVELATE NOTIZIE SULL’INCHIESTA DI PERUGIA

Dalle intercettazioni della Guardia di Finanza sono emersi infatti i colloqui avvenuti il 21 e IL 22 maggio tra Fuzio e Luca Palamara, l’ex presidente dell’Anm indagato per corruzione. Nel corso delle conversazioni l’alto magistrato ha svelato al collega notizie sull’inchiesta aperta a suo carico. Come riportato dal settimanale L’Espresso, Fuzio ha informato il pm dell’arrivo al Csm delle carte di Perugia, in particolare dell’informativa in cui venivano descritti i pagamenti in suo favore fatti dall’imprenditore Centofanti: «Ci stanno le cose con Adele (Adele Attisani, l’amica di Palamara a cui Centofanti, secondo l’accusa, avrebbe comprato un anello e regalato alcuni soggiorni, ndr) e il viaggio a Dubai». Palamara a quel punto chiede: «Quant’è, a quanto ammonta?». E Fuzio: «Saranno 2 mila euro». In un’altra parte dei colloqui intercettati, i due discutono anche delle nomine alla procura di Roma per il dopo Pignatone: «Il problema», sintetizza Fuzio a Palamara, «è lavorare sui numeri, questo è il problema».

PALAMARA: «ERO PARTE DI UN SISTEMA»

Palamara, da parte sua, ha consegnato una memoria difensiva alla procura di Perugia, in cui ha scritto: «È l’incontro tra la componente laica e quella togata, previsto dalla Costituzione, che nella mia esperienza personale ha esaltato l’incontro tra magistratura e politica. Ho fatto parte di questo sistema condividendone pregi unitamente alla piena consapevolezza dei difetti, dei quali però non posso assumermi da solo tutte le responsabilità. Errori sicuramente sono stati commessi». L’ex presidente dell’Anm ha poi ricusato un altro dei giudici disciplinari, Piercamillo Davigo, perché anche lui come Sebastiano Ardita si sarebbe già pronunciato in maniera dura sulla vicenda. L’udienza della sezione disciplinare del Csm è stata rinviata al 9 luglio.

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