Tim, l’arrocco di Vivendi

Samuele Cafasso
22/03/2018

Dimissioni a sorpresa dei consiglieri francesi per bloccare Elliott: si va a un rinnovo completo del board a maggio. Il gruppo di Bollorè accusa: vogliono smantellare la società

Tim, l’arrocco di Vivendi

Strappo in Telecom. Nel consiglio d'amministrazione del 22 marzo si sono dimessi a sorpresa i consiglieri che fanno capo al socio francese di maggioranza Vivendi. Così facendo, è stata fermata la manovra del fondo Elliott che aveva messo nel mirino sei consiglieri francesi chiedendone la revoca per conflitto d'interesse. Tra i dimissionari c'è anche il presidente Arnaud de Pouyfontaine, mentre restano al loro posto l'amministratore delegato Amos Genish e Franco Bernabè che, confermando le indiscrezioni della vigilia, assume le deleghe di Sparkle.

Per effetto delle dimissioni che hanno decorrenza dal prossimo 24 aprile, data dell'assemblea, sarà necessario nominare un nuovo consiglio d'amministrazione e per questo è stata fissata una nuova assemblea, il 4 maggio. Ci si muove su un filo sottile.

Il fondo Elliot, che ha notificato di avere il 5,74% dell'azienda delle telecomunicazioni, ha un piano per Telecom che prevede la definitiva trasformazione in public company e lo scorporo della rete con quotazione e cessione di una quota. A favore della cessione della rete si è schierato il ministro Carlo Calenda e, conseguentemente, il governo ha già fatto sapere di essere intenzionato a non esercitare la golden power nei confronti del fondo americano. Anche l'attuale management non è contrario ad arrivare a quotazione e cessione di una quota della società della rete ma prima, viene fatto notare, serve una valutazione precisa del business e un quadro legale più chiaro perché si possa procedere in tal senso. Questo è lo sfondo del contendere. Al cuore della questione, però, c'è la presa di Vincent Bollorè su Telecom, che ora entra vistosamente in crisi. La questione Telecom si incrocia poi con altre partite, a partire dalla mai definitivamente accantonata fusione con Mediaset.

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«Confermo il mio impegno a favore del progetto di trasformazione di Tim e sono convinto che questa decisione darà ulteriore stabilità e sostegno al nostro ad Amos Genish e alla sua squadra, permettendogli di creare valore per tutti i nostri stakeholder» ha commentato il dimissionario Arnauld de Puyfontaine. Durissimo l'azionista Vivendi che attacca a testa bassa gli americani: «Alla luce del tentativo guidato dall'hedge fund attivista Elliott Management, noto per il suo track record di iniziative a breve termine, di smantellare Tim, i tre membri del Consiglio di Amministrazione che rappresentano Vivendi, la quale sostiene il piano unanimemente approvato di Amos Genish e del suo team, hanno deciso di dimettersi dal Consiglio».