Il voto sulla direttiva sul copyright in Europa del 26 marzo

Il voto sulla direttiva sul copyright in Europa del 26 marzo

26 Marzo 2019 08.57
Like me!

L'Europarlamento ha approvato il 26 marzo la direttiva sul copyright in Europa. Il testo, che pone dei limiti alla diffusione di contenuti da parte di terzi senza autorizzazione o controllo preventivo, è stato approvato dall'Aula di Strasburgo è passato con 348 sì, 274 no e 36 astenuti.

Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetta ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, dare l'ultimo ok formale. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, i Paesi Ue avranno due anni di tempo per recepire il testo.

LEGGI ANCHE: Cosa dice la riforma europea del copyright

La direttiva è pensata soprattutto in difesa degli editori rispetto alle piattaforme, ma – dicono i critici – nel tentativo di limitare lo strapotere di Google e Facebook potrebbe ridurre di molto la libertà di espressione online. Al centro del dibattito sono finiti due articoli in particolare, l'11 e il 13. Il primo pone dei limiti alle anteprime su servizi come Google News o similari, imponendo un pagamento che viene poi "girato" agli editori. Il secondo impone il controllo preventivo dei contenuti pubblicati sulle piattaforme da parte dei proprietari delle piattaforme stesse.

LA COMMISSARIA GABRIEL: «MOMENTO STORICO, IL TESTO È EQUILIBRATO»

La commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, intervenendo in Aula a Strasburgo, aveva parlato di «un momento cruciale per la cultura europea, per l'economia digitale, per la difesa dei nostri valori Ue». Il testo, secondo la commissaria, è «equilibrato ed ambizioso, riconcilia i vari interessi in gioco: I creatori e gli altri detentori di diritti saranno equamente retribuiti e l'impatto sui prestatori di servizi rimarrà proporzionato e gli utenti e la loro libertà di espressione saranno protetti». «La nuova direttiva – ha affermato – permetterà di adeguare il diritto d'autore al XXI secolo», andando «a vantaggio di autori, interpreti, giornalisti, editori, produttori di film e musicali». Il testo, ha aggiunto Gabriel, sosterrà «la nostra stampa e il settore creativo», ha precisato la commissaria, aggiungendo che gli autori «si aspettano che l'Ue mantenga le sue promesse». «Bisogna attrezzare meglio i nostri autori, e questo significa far vivere la nostra cultura», oltre che «i nostri giornalisti», e ciò comporta «far vivere la nostra democrazia», ha concluso.

IL RELATORE VOSS: «LE PIATTAFORME DIVULGANO DISINFORMAZIONE»

Nega vi siano rischi di limitazione della libertà di espressione anche il relatore, l'europarlamentare tedesco del Ppd Axel Voss: «Con questa riforma non c'è censura. La libertà di espressione non viene limitata, con questa riforma creiamo certezza del diritto per i creatori e nuove possibilità per utenti e cittadini. Google, Facebook e Youtube divulgano disinformazione e dimostrano quanto sia semplice manipolare soprattutto i giovani o lasciarli manipolare e oggi il nostro Parlamento può agire contro queste piattaforme».

GOOGLE: «IMPATTI SULL'ECONOMIA CREATIVA, MA ASPETTIAMO I DETTAGLI»

Dopo l'approvazione della direttiva interviene anche Google, uno degli "imputati" sul banco dell'Ue, con una nota in parte dialogante e in parte molto critica: «La direttiva sul copyright è migliorata, ma porterà comunque ad incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell'Europa. I dettagli contano e restiamo in attesa di lavorare con politici, editori, creatori e titolari dei diritti mentre gli Stati membri dell'Ue si muovono per implementare queste nuove regole».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *