Dirigenti pubblici, cosa prevede la bozza del nuovo contratto

23 Maggio 2018 13.35
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È pronta la prima bozza del nuovo contratto per i dirigenti pubblici in forza nell'organico dei ministeri, delle agenzie fiscali e altri enti come l'Inps. Il testo sarà presentato ai sindacati il 24 maggio. Ecco le novità principali emerse finora.

PARTE ECONOMICA ANCORA DA DEFINIRE. Per ora la parte economica, quella destinata a misurare gli aumenti in busta paga, è ancora da definire. Ma non mancano le proposte. Tra le novità annunciate spuntano anche criteri guida per le selezioni e misure per «disincentivare elevati tassi di assenza del personale».

TRASPARENZA DA FAVORIRE. Nella bozza del contratto è scritto infatti che «occorre, nei limiti della legge, favorire la trasparenza nelle procedure di interpello sugli incarichi da conferire». La materia sarà oggetto di approfondimento, ma è chiaro come l'obiettivo sia impedire operazioni poco chiare per restringere la platea dei potenziali candidati.

INTEGRAZIONE IN BUSTA PAGA PER I RESPONSABILI ANTI-CORRUZIONE. Si apre poi alla previsione di un plus in busta paga, con un'integrazione della retribuzione di risultato, per i dirigenti che svolgono un incarico ad interim, in sostituzione di un collega, e per chi figura come «responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza».

STOP AGLI AUMENTI IN CASO DI TROPPE ASSENZE. Anche per i dirigenti di Stato, inoltre, debuttano «misure per disincentivare elevati tassi di assenza del personale». La bozza prevede che, se non si centrano i target previsti, la retribuzione integrativa rimanga bloccata: «Nei casi in cui non siano stati conseguiti gli obiettivi di miglioramento dei tassi di assenza definiti ai sensi delle vigenti disposizioni contrattuali in materia, l'ammontare complessivo delle risorse variabili di alimentazione dei fondi destinati ai trattamenti economici accessori, secondo le rispettive discipline di sezione, non possono essere incrementate, rispetto al loro ammontare riferito all'anno precedente». Tale limite «permane anche negli anni successivi, fino a quando gli obiettivi di miglioramento non siano stati effettivamente conseguiti».

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