Adriana Belotti

Cinque riflessioni dedicate ai disabili per godersi le Feste

Cinque riflessioni dedicate ai disabili per godersi le Feste

22 Dicembre 2018 13.00
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Mancano pochi giorni a Natale, anche se le città straripano di bancarelle e addobbi già da oltre un mese. Cari amici e amiche con disabilità è giunta l'ora di prepararci ad affrontare le lunghe festività che ci attendono, senza correre il rischio di soccombere. Ecco qualche consiglio sul modo migliore per gestire questo periodo.

1. SFRUTTATE AL MEGLIO LA STORIELLA DEL DISABILE SFIGATO

I cosiddetti "normodotati" sanno bene che per Natale si è tutti più buoni, quindi, chi di voi ha bisogno di soldi agisca ora o mai più. Meglio focalizzarsi su vittime sconosciute, amici e parenti sanno troppo di noi per poter farsi abbindolare dalla storiella del disabile sfigato (e squattrinato): bisogna concentrare i nostri sforzi là dove il pregiudizio dettato dalla non conoscenza della disabilità regna sovrano! Cosa sta opinando qualcuno di voi? Che non c'è bisogno di prosciugare il portafoglio altrui perché ora, con la Manovra del cambiamento, ci saranno sicuramente garantiti il reddito di cittadinanza e l'aumento delle pensioni d'invalidità, entrambi cavalli di battaglia dell'attuale maggioranza in campagna elettorale? Constato con piacere che Babbo Natale vi ha donato in anticipo una buona dose di eccellente umorismo! A quelli a cui, come me, invece la vena comica si è momentaneamente prosciugata consiglio di frequentare di più le chiese in questo periodo, se non per questioni di fede personale, almeno per approfittare della devozione altrui che sotto le feste dovrebbe produrre, tra l'altro, un incremento della generosità!

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2. PRIMA DI VISITARE UN MERCATINO ASSUMETE UN AVVOCATO

Ammetto che il suggerimento arriva un po' in ritardo. Alcuni di voi in questo momento potrebbero essere già in gattabuia, colpevoli di aver commesso stragi di procacciatori di regali dell'ultimo minuto. Se invece siete ancora a ruota libera tenete a mente che, seppure in alcuni casi la sedia a rotelle non passa inosservata – quando cerchiamo lavoro, desideriamo fare sesso sfrenato con qualcuno, pretendiamo di salire autonomamente (addirittura!) su un mezzo di trasporto pubblico –, in altri diventa magicamente invisibile agli occhi dei normodotati. Uno dei contesti che favorisce l'invisibilità delle sedie a rotelle e dei loro proprietari è proprio il mercatino di natale. Se credete che i bipedi si accorgano di voi mentre camminano tra le bancarelle state commettendo un grosso errore: loro faranno di tutto per mettersi in mezzo alle vostre ruote, rischiando la gambizzazione! A volte mi viene il sospetto che i frequentatori “abili” dei mercatini siano tutti dei masochisti da manuale. Ma se così non fosse, che le loro denunce non vi colgano impreparati: sempre meglio avere il numero di telefono di un buon legale a portata di mano!

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3. NESSUNA DOMANDA "SCOMODA" DA PARENTI E AMICI

Solitamente sono i momenti più temuti dalle mie amiche single di età compresa tra i 30 e i 40 anni: parlo delle cene con parenti e amici durante le feste. Sappiamo bene, ahinoi, che, raggiunta questa fatidica soglia, la lancetta dell'orologio biologico di noi donne comincia a girare più rapidamente. Ma anche gli uomini non hanno di che gioire visto che devono soddisfare le aspettative legate alla continuazione della specie. Ciò, a mò di “effetto butterfly”, comporta l'aumento esponenziale delle ansie familiari almeno fino al terzo grado di parentela. Il coefficiente di cotanta ambascia si può misurare dalla quantità di domande o commenti, quali: «Allora, hai trovato il/la fidanzato/a finalmente?», oppure: «Ma quando metterai la testa a posto e ti sposerai? Hai una certa età, ormai!». O ancora: «Ma quando ti deciderai a regalarci un nipotino?» (Ps. sapete mica dov'è un negozio dove impacchettano neonati come doni natalizi?). Quesiti e affermazioni come queste metteranno a dura prova lo stomaco di milioni di single normodotati, già appesantito dalle indigestioni natalizie. Ma non il vostro. Care persone con disabilità, non temete, a voi nessuno porrà queste scomode questioni perché sono già tutti irrimediabilmente sicuri che la dimensione sessuale e affettiva non sono mai entrate nella vostra vita, né vi faranno mai capolino. Pericolo scampato, potete tirare un sospiro di sollievo!

NB per i “carrozzati”: andateci piano con le abbuffate, altrimenti chi vi aiuterà ad affrontare gli scalini, i treni privi di carrozze attrezzate per le sedie a rotelle, gli ascensori troppo stretti perché possano entrarci le nostre sedie a rotelle e tutte le altre meravigliose barriere architettoniche presenti ovunque nel nostro Paese?

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4. ANDARE AL CINEMA SAREBBE UN OTTIMO PASSATEMPO, PECCATO CHE…

Nei numerosissimi multisala che da diversi anni stanno soppiantando i monosala il posto riservato agli spettatori disabili è tassativamente in prima fila. Così almeno i disabili che, invalidità a parte, godono di un ottima forma fisica potranno farsi allietare le loro giornate da un delizioso torcicollo! Ma noi persone con disabilità abbiamo tutte la “sindrome di Pollyanna” e cogliamo il lato positivo di ogni criticità: non c'è pretesto migliore delle cervicali doloranti per farsi regalare un ciclo di sedute da un avvenente massofisioterapista, uomo o donna, a seconda delle preferenze.

5. SESSO A CAPODANNO? NON CREDETECI NEMMENO VOI

Non deprimetevi pensando che il famoso detto «chi fa sesso a capodanno, lo fa tutto l'anno» sia valido per tutti tranne che per voi perché da una rapida indagine svolta tra amici disabili e non, ho scientificamente appurato che si tratta di un falso! Il motivo più plausibile? Nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio il tasso alcolico di tutti – disabili e non – sarà probabilmente troppo elevato perché si possa anche solo pensare di compiere atti lussuriosi.

Come facciamo a sfatare luoghi comuni e stereotipi sulla sessualità delle persone disabili se noi per primi e prime ci crediamo e ne siamo vittime? Bando ai piagnucolamenti inutili dunque e, se vogliamo sedurre, concentriamoci su ciò che davvero serve. Rinnovare la nostra lingerie con qualche capo “piccante” potrebbe essere un buon inizio!

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