Non è Natale senza un vinile sotto l’albero: cinque dischi da regalare

Corsa all'ultimo pacco? Niente paura: resta la musica. Da Elvis dei Baustelle perfetto per gli intellò a SOS di SZA per fare colpo, fino a Memento Mori dei Depeche e The Ballad of Darren dei Blur dedicati ai più nostalgici. E come dimenticare gli immortali Stones con Hackney Diamonds.

Non è Natale senza un vinile sotto l’albero: cinque dischi da regalare

Esistevano un tempo le musicassette, nate nel 1963 da un’idea della Philips, onnipresenti negli stereo, nelle autoradio e nei walkman di milioni di ragazzi e utilizzate spesso anche come veicolo di comunicazione, per intrattenere, corteggiare, stupire. Sostituite dagli iPod, prima, e dagli iPhone, poi, oggi sono state definitivamente soppiantate dalle varie playlist presenti sulle piattaforme musicali di streaming. Il vinile invece, si sa, gode da qualche anno di una sorta di nuova vita, come una seconda giovinezza. Lettera43 ne ha scelti cinque da mettere sotto l’albero, pescando tra le nuove uscite italiane e straniere di questo 2023.

Elvis dei Baustelle: per gli amici intellò 

Ha messo d’accordo tutti, pubblico e critica, l’ultimo lavoro dei Baustelle, dedicato al re del rock and roll, intitolato Elvis. Dopo un po’ di anni in cui la band di Francesco Bianconi faticava a scaldare i cuori perfino dei propri fan, con le sonorità alla Sgt. Peppers, mischiate a un pizzico di soul di Elvis ha convinto fin da subito, grazie alla raffinatezza musicale e alla consueta cura dei testi. Al centro del percorso la città d’adozione della band, Milano, «la più antifascista d’Italia» e «metafora dell’amore», punto di riferimento per la rinascita del gruppo, in chiave rock. Elvis oltre ad aver riacceso la luce ha riportato recentemente i Baustelle in cima ai desideri feticisti con un doppio singolo vinilico pubblicato da 42 Records, bandito dalle piattaforme di streaming, in collaborazione con un altra band simbolo dell’epoca indie italiana degli ultimi 30 anni: i Cani del romano Niccolò Contessa. Tutto anche grazie al successo super cool di Elvis.

SOS di SZA: per fare colpo

È datato dicembre 22 ma è esploso nel 2023 e ancora non smette di suonare ovunque SOS di SZA, l’album adatto da regalare (e possibilmente da ascoltare insieme durante una cena casalinga a lume di candela) per stupire la ragazza o il ragazzo dei sogni. Delicato e introspettivo, il disco dell’artista rap statunitense diventata ormai un simbolo del nuovo r&b contemporaneo è un gioiello ancor più lucente del precedente CTRL, all’interno del quale il sound essenziale, sottile e penetrante, è perfetto per creare un’atmosfera intima e seducente. SZA, classe 1989, è ormai da molti considerata la nuova Beyoncè e ha il merito di aver restituito all’r&b un suono più moderno e contemporaneo raccontando magistralmente con le proprie canzoni questi tempi intrisi di sofferenza, confusi, imperfetti e poco coerenti.

Memento Mori dei Depeche Mode: per i nostalgici degli Anni 80

Dopo la morte del tastierista Andy Fletcher, Dave Gahan e Martin Gore hanno deciso di proseguire con l’avventura dei Depeche Mode e hanno prodotto un disco, seguito da un tour mondiale, dal titolo particolarmente esplicativo: Memento Mori. Album potente, completamente a fuoco, dalle atmosfere oscure e dark, non delude le attese sotto nessun punto di vista. Da non perdere il video di Ghost Again, singolo che ha lanciato il disco, rigorosamente in bianco e nero dove Gore e Gahan, uno di fronte all’altro, giocano a scacchi, come facevano il cavaliere e la morte nel Settimo sigillo di Ingmar Bergman. Il resto è molta elettronica e poco rock, come agli albori di Speak & Spell. Al nostalgicodegli Anni 80 farete senz’altro un regalo gradito.

The Ballad of Darren dei Blur: per chi è in fissa con Damon Albarn

Sono tornati anche i Blur, tra i più attesi in questo 2023, e anche loro non deludono. The Ballad of Darren, il loro nono album, getta uno sguardo malinconico sulle glorie di un tempo senza però rinunciare a spingere musicalmente avanti il progetto della band. Contrassegnato da una delle copertine più belle dell’anno, il disco è una sorta di confessione di Albarn and co., che il tempo ha trasformato da celebrità hell-raiser consumatrice di eroina a ragazzo yoga straight edge, il cui significato si può riassumere in questa frase rilasciata durante un’intervista per il lancio dell’album: «Le canzoni beffarde che abbiamo scritto sugli anziani quando avevamo 20 anni sono ora rivolte a noi». Gli amici fanatici del brit pop Anni 90 non rimarranno affatto insensibili di fronte a questa scelta che dimostra ancora una volta che il Blur sono vivi… e noi con loro.

Hackney Diamonds dei Rolling Stones: per chi è ancora indeciso tra Stones e Beatles

Hackney, quartiere periferico alle porte di Londra, è stato scelto come simbolo per quello che per molti può considerarsi, a 18 anni di distanza dall’ultimo album di inediti, una sorta di testamento della rock band più longeva della storia. Affidato al super produttore e musicista newyorkese Andrew Watt (nominato produttore dell’anno ai Grammy Awards del 2021 e che in passato ha lavorato con Post Malone, Iggy Pop ed Elton John), Hackney Diamonds è un’autentica bomba atomica che suona “molto Rolling Stones” pur non rinunciando alla modernità. Da non perdere la chicca finale, Rolling Stone Blues, che chiude il disco, con i soli Jagger e Richards, che cita Muddy Waters come a voler autocelebrare gli inizi blues della band stessa. E poi Elton John al piano, Paul McCartney al basso, Lady Gaga. Francamente imperdibile, per i fan e non solo.