Disoccupazione, il dramma degli adulti

Disoccupazione, il dramma degli adulti

30 Aprile 2012 08.50
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Attualmente in Italia si tende a identificare la disoccupazione
con la disoccupazione giovanile. Ma c’’è anche
un’’altra disoccupazione: quella adulta, un drammatico
fenomeno sociale in continua crescita, che coinvolge già milioni
di persone.
Se la disoccupazione giovanile “tarpa le ali” ai nostri
ragazzi, impedendo loro di progettare e costruire il proprio
futuro, la disoccupazione adulta si abbatte sulle persone
sradicando vite, devastando famiglie, dissolvendo percorsi
esistenziali … E se non si è supportati da una rete di
salvataggio, da parenti e amici, se non si dispone di adeguate
risorse proprie, è la morte civile, il nulla,
l’’annichilimento dello stesso diritto di vivere, in quanto
la disoccupazione adulta precipita persone e famiglie in una
spirale di povertà, anticamera di un’’emarginazione ed
esclusione sociale dalle quali può non esserci ritorno.
Troppo spesso ai disoccupati adulti il mercato del lavoro
preclude qualsiasi opportunità di reinserimento lavorativo,
discriminandoli per motivi anagrafici. Over 50, 40, 35… ormai è
una deriva inarrestabile.
La disoccupazione giovanile e quella adulta sono due facce della
stessa bruttissima moneta, una moneta indesiderata che milioni di
persone nel nostro Paese, loro malgrado, portano in tasca. Vite
sospese e interrotte, umiliate da una precarietà assoluta,
totalizzante, che giorno dopo giorno annichilisce e avvelena
l’esistenza, negando il presente e il futuro a intere
generazioni: genitori e figli.
La disoccupazione adulta è la meno conosciuta, quella di cui
più si tace. Il primo passo per affrontare il drammatico
fenomeno sociale della disoccupazione adulta è riconoscerne
invece l’’esistenza, analizzandone le dinamiche e le
peculiarità, per contrastarla con interventi mirati e
qualificati.
Ricordiamo che essere disoccupati – da adulti – spesso vuol dire
non riuscire a far fronte alle scadenze economiche più
impellenti: rate del mutuo, canoni di locazione, bollette di
acqua, luce, gas, spese per la salute della famiglia, per
l’’istruzione dei figli, le stesse spese alimentari…:
Sono molti i disoccupati che per la mancanza di adeguati
ammortizzatori sociali rischiano di finire letteralmente per
strada. Mario Furlan, fondatore di City Angels, lamenta una
situazione sempre più angosciosa: “aumentano i clochard, ma
l’’aspetto più inquietante è l’’incremento degli
insospettabili, persone che si presentano bene e che non diresti
affatto si trovino in situazioni drammatiche, che chiedono cibo,
vestiti e addirittura coperte e sacchi a pelo per scaldarsi nel
letto”.
I senzatetto sono in maggioranza uomini, soprattutto 40enni, che
hanno perso il lavoro.

Luchino Galli

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