Le riviste cattoliche contro il decreto sicurezza bis

Levata di scudi contro il pacchetto voluto dalla Lega. Critiche dal direttore della Civiltà Cattolica, padre Antonio Spataro e da Avvenire. Biasimo anche dalla Federazione delle chiese evangeliche.

06 Agosto 2019 14.00
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Una Madonna con il giubbotto di salvataggio su un gommone in mezzo al mare che prega: il direttore di Civiltà Cattolica, la rivista dei Gesuiti, padre Antonio Spadaro, ha commentato sui social con questa immagine il decreto sicurezza bis, per il quale il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ringraziato la Vergine Maria. Sempre Spadaro twitta: «Questo è tempo di resistenza umana civile e religiosa».

AVVENIRE SCONCERTATO DALL’ACCOSTAENTO DELLA VERGINE MARIA

«(In)sicurezza al bis» è invece il titolo scelto dalla prima pagina di Avvenire. Il giornale dei vescovi ha parlato anche di «accostamenti sconcertanti» riferendosi alle parole di Salvini sul compleanno della Vergine, anniversario di Medjugorje, e l’approvazione del decreto.

AFFONDO ANCHE DEGLI EVANGELICI

Dura anche la presa di posizione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. «Sarebbe stato più appropriato e onesto chiamarlo ‘decreto criminalizzazione’. Il decreto non ha nulla a che fare con la sicurezza degli italiani e degli immigrati ma, nelle esplicite intenzioni del ministro dell’Interno che se lo intesta, ha il solo obiettivo di criminalizzare le ong che operano nelle azioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo», ha detto Maria Negro presidente della Federazione. «Da mesi continuano gli sbarchi autonomi sulle coste italiane e negli ultimi mesi il numero dei rimpatriati dalla Germania in base al regolamento di Dublino ha superato il numero degli sbarcati in Italia ma, invece di cercare una soluzione europea a un problema di natura globale, si punta sulle ong l’arma delle maximulte e dei sequestri. Come evangelici esprimiamo con forza la nostra contrarietà a questo provvedimento, dettata dalle ragioni della nostra coscienza di cristiani la cui fede si esprime nell’accoglienza e nella protezione della vita umana».

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