Cosa prevede il dl sicurezza bis

Cosa prevede il dl sicurezza bis

Dopo i dubbi del Quirinale e le pressioni del M5s, Salvini smorza il decreto: restano le multe alle navi, ma spariscono le sanzioni legate allo sbarco dei migranti.

20 Maggio 2019 11.49

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E alla quarta bozza sparirono i migranti dal decreto sicurezza bis. Gli uffici legislativi del Viminale hanno licenziato l'ultima versione del testo, dopo il braccio di ferro durato fino a notte in Consiglio dei ministri. E dal provvedimento sono stati cancellati i riferimenti ad interventi di soccorso di migranti, quando si introducono multe alle navi che violano le normative. Una decisione probabilmente legata alla volontà di rendere il provvedimento più digeribile al Quirinale e forse anche all'Onu. La prima versione scritta dai tecnici del Viminale su input del ministro dell'Interno Matteo Salvini prevedeva addirittura la sanzione del pagamento di una somma da 3.500 a 5.500 euro per ogni migrante trasportato da una nave in modo 'illegale'. Le bozze successive hanno ammorbidito le multe: da 10 a 50 mila euro nei confronti di comandante, armatore e proprietario della nave, tenuti ad attenersi alla «normativa internazionale, alle istruzioni operative emanate dalle autorità responsabili dell'area in cui ha luogo l'operazione di soccorso, ovvero alle indicazioni impartite dalle competenti autorità di bandiera».

SPARITO OGNI RIFERIMENTO AL SOCCORSO DEI MIGRANTI

Nella bozza di oggi sparisce ogni riferimento al soccorso di migranti. Viene cancellata la parte che sottolinea la «straordinaria necessità ed urgenza di prevedere misure volte a contrastare prassi elusive dei dispositivi che governano l'individuazione dei siti di destinazione delle persone soccorse in mare». Il nuovo articolo 2 si limita a prevedere sanzioni di una somma da 10 a 50 mila euro a comandante e, ove possibile, all'armatore ed al proprietario della nave» che viola il «divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane». Si applica anche la confisca dell'imbarcazione, con l'immediato sequestro cautelare. Altro punto limato è quello che mette in capo al ministero dell'Interno il potere di limitare o vietare l'ingresso di navi in acque territoriali per motivi di sicurezza pubblica, informando i Ministeri di Trasporti e Difesa. Nella formulazione precedente si interveniva modificando il Codice della navigazione; ora si inserisce un comma al Testo unico sull'immigrazione. Il risultato è sempre quello di sottrarre una competenza che ora appartiene ai Trasporti.

DUE MILIONI PER RIMPATRI

L'articolo 12 prevede al ministero degli Esteri un "fondo di premialità" destinato a finanziare interventi di cooperazione e intese bilaterali «per la particolare collaborazione nel settore della riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale» da parte dei Paesi d'origine dei migranti. Per il 2019 è prevista una dotazione di 2 milioni che può arrivare fino a 50 milioni annui.

AGENTI SOTTO COPERTURA E 'SPAZZACLAN'

Le misure introdotte agli articoli 3 e 8 sono quelle che riguardano più strettamente il campo del Guardasigilli Alfonso Bonafede. L'articolo 3 modifica il codice di procedura penale estendendo ai reati associativi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sia la competenza delle Dda sia la disciplina delle intercettazioni preventive, con l'obiettivo di contrastare a monte l'organizzazione di trasporti di migranti irregolari. L'articolo 8, invece, prevede l'assunzione di 800 unità a tempo determinato (due anni) per eliminare gli arretrati relativi ai procedimenti di esecuzione delle sentenze di condanna. Per le assunzioni ci sono a disposizione 25 milioni provenienti da fondi del Viminale.

MISURE A FAVORE FORZE DI POLIZIA

Il decreto introduce anche tutta una serie di norme che inaspriscono le sanzioni contro chi aggredisce le forze dell'ordine. Chiunque utilizza scudi o altri oggetti o materiali imbrattanti o inquinanti per opporsi a un pubblico ufficiale nel corso di manifestazioni é punito con la reclusione da uno a tre anni. Per chi poi «lancia o utilizza illegittimamente» razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, fumogeni o usa bastoni, mazze o oggetti contundenti é punito con la reclusione da uno a quattro anni.

VIOLENZA STADI

L'ultima bozza del decreto contiene un pacchetto di norme per il contrasto alla violenza negli stadi, che nella prima versione non c'erano. In sostanza, si amplia la platea dei soggetti nei confronti dei quali il questore può disporre il daspo, in Italia e all'estero. È previsto inoltre il divieto per le società di «corrispondere, in qualsiasi forma, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura», biglietti e abbonamenti compresi, a tutti coloro che sono condannati anche in via non definitiva per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. Viene poi prevista la possibilità di estendere il fermo di polizia a «coloro che risultino gravemente indiziati di un delitto commesso in occasione o a causa di manifestazioni sportive».

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