Il governo continua a discutere sul via libera al dl sicurezza bis

Il governo continua a discutere sul via libera al dl sicurezza bis

Il premier Conte apre alla possibilità di votare il provvedimento della Lega in settimana. Salvini lo incalza: «Sul tavolo del cdm il 22». E dal Viminale arriva l'altolà a ulteriori modifiche.

21 Maggio 2019 09.56

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Il mancato via libera al cdm del 20 maggio non ha bloccato le ambizioni della Lega di portare a termine il dl sicurezza bis entro le Europee. La certificazione che il provvedimento potrebbe entrare in porto entro la fine della settimana è arrivata anche dal premier Conte. «Ok al dl sicurezza prima del voto? Non dico questo, non lo escludo, c'è un'interlocuzione in corso».

CONTE: «CDM ERA SOLO INTERLOCUTORIO»

Il giorno dopo il faccia a faccia con Salvini il presidente del Consiglio ha ribadito che quello sulla sicurezza é «un decreto complesso che presenta vari profili che vanno approfonditi ancora. Il provvedimento è stato portato in consiglio dei ministri: all'ordine del giorno c'era l'avvio dell'esame e non l'approvazione», ha spiegato Conte. «Quello che è successo», ha aggiunto, «è normale ed era anticipato dalle premesse, nella consapevolezza che andava approfondito».

SALVINI: «TESTO SI PUÒ APPROVARE IL 22 MAGGIO»

Chi ovviamente punta ad accelerare i tempi è Matteo Salvini. «Il decreto sicurezza bis», ha detto il vicepremier a Uno mattina su Rai1, «si occupa di lotta a camorra e scafisti, difesa di poliziotti e carabinieri in strada, dà più potere alle forze dell'ordine, combatte la violenza fuori dagli stadi. Sono 17 articoli pronti, limati ieri notte (il 20 maggio Ndr). Il decreto è pronto, io sono pronto, non è un testo che serve a Salvini, ma agli italiani e prima viene approvato meglio è. Se qualcuno dice 'facciamo dopo le elezioni perché sennò gli italiani votano Lega' fanno un ragionamento sciocco». Per il ministro dell'Interno il testo potrebbe essere approvato in un nuovo consiglio dei ministri il 22 maggio.

I DUBBI DEL COLLE E L'AUT AUTO DEL VIMINALE

Sull'approvazione pende anche il braccio di ferro a distanza tra il Quirinale e il ministero. In mezzo il premier Conte ha provato a fare da mediatore: «Quando si tratta di un decreto legge», ha detto il capo del governo, «dobbiamo rispettare il ruolo del capo dello Stato. C'è un vaglio da parte della Presidenza della Repubblica più incisivo rispetto ad un provvedimento ordinario». «Stiamo parlando di una decretazione di urgenza, quindi è normale ascoltare il Quirinale e che Mattarella abbia la possibilità di raccogliere tutte le eventuali valutazioni e gli approfondimenti». Ma dal Viminale è arrivato un secco altolà. Fonti del ministero hanno ribadito che «il testo può essere stravolto», pur con le dovute limature. «Si tratta di un testo solido e completo che già contiene tutte le necessarie coperture finanziarie». Il Viminale ha assicurato inoltre la «massima disponibilità: l'importante è raggiungere l'obiettivo e adottare al più presto» il dl «per combattere gli scafisti e tutelare più efficacemente le Forze dell'Ordine».

I DUBBI DEL M5S: «IL CARROCCIO VUOL LITIGARE CON MATTARELLA?»

Parlando al al forum Ansa il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha chiarito che alcune cose sono state limate, pur non nascondendo dei dubbi sull'atteggiamento della Lega: «Sul decreto sicurezza ci sono dubbi del Quirinale, penso che con le interlocuzioni si possano risolvere i dubbi e andare avanti. Dopo che la Lega ha aperto lo scontro con il Papa, con il segretario della Cei, adesso ci manca solo lo scontro con il presidente della Repubblica per questo abbiamo fatto la collezione».

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