Cosa c'è nel Documento Programmatico di Bilancio

Cosa c’è nel Documento Programmatico di Bilancio

16 Ottobre 2018 07.23
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È stato pubblicato sul sito della commissione Europea il Documento Programmatico di Bilancio che il governo italiano ha inviato a Bruxelles. Il reddito di cittadinanza, che «in base al proprio indice di povertà relativa potrà arrivare a 9.390 euro l'anno e 780 euro al mese», riguarderà «adulti residenti in Italia da almeno 5 anni, disoccupati e inoccupati (inclusi i pensionati)». La misura rimpiazza il reddito di inclusione (Rei) dal primo gennaio e sarà accompagnato da una riforma degli uffici del lavoro. Diversa era stata la versione del vicepremier Luigi Di Maio ospite da Barbara D'Urso il 14 ottobre: «Il reddito andrà inevitabilmente solo agli italiani».

Il documento, che contiene le stime macro e il programma degli interventi del governo italiano, prevede per il 2019 – come indicato nell'ultima tabella del documento – uno scostamento di 1,6 punti tra il deficit programmatico fissato al 2,4% nel 2019 rispetto allo 0,8% del programma di stabilità. Il deficit a politiche invariate toccherebbe invece l'1,2% con un divario dello 0,4 punti.

«Il governo italiano intende riprendere il percorso di riduzione del deficit per il pareggio di bilancio dal 2022 in avanti. Se il Pil Reale e la disoccupazione, in termini di unità di lavoro, ritornano a livelli pre-crisi prima del 2021, l'aggiustamento strutturale del bilancio può essere accelerato», si legge nel documento, che si discosta in questo caso dalla Nadef. Nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, infatti, il pareggio di bilancio veniva rinviato sine die. «Il pareggio di bilancio in termini strutturali sarà raggiunto gradualmente negli anni a seguire», era scritto nella relazione che accompagna il documento.

INASCOLTATO L'UPB

Il governo riporta nero su bianco che le stime previsionali macro economiche non sono state valutate dall'Upb, l'Ufficio Parlamentare di Bilancio, di fatto una sorta di authority indipendente dei conti pubblici, ma conferma le proprie previsioni sostenendo, tra l'altro, che il panel di previsione usato dalle altre istituzioni è «parziale a basato su informazioni obsolete».

PER QUOTA 100 QUATTRO FINESTRE L'ANNO

L'introduzione di 'quota 100' per anticipare l'andata in pensione prevede la possibilità di ritirarsi a 62 anni d'età con 38 anni di contributi, ai quali si potrà accedere attraverso «quattro finestre in un anno». Il governo motiva la misura con un «rafforzamento del ricambio generazionale nel mercato del lavoro».

PRESSIONE FISCALE FERMA AL 41,8%

Nelle intenzioni del governo la pressione fiscale si attesterà nel 2018 al 41,8% del Pil per confermarsi allo stesso livello anche nel 2019, a manovra fatta. Lo si legge nelle tabelle sugli obiettivi di uscita ed entrata. Nel 2017, secondo i dati Istat, la pressione fiscale si è attestata al 42,2%.

FLAT TAX AL 15% SOLO FINO A 65 MILA EURO

Per quanto riguarda la questione della flat tax nel Draft Budgetary Plan si legge che sarà del 15% per gli autonomi e riguarderà le imprese e i professionisti con ricavi fino a 65.000 euro. Scompare quindi ogni riferimento alla seconda soglia di 100.000 euro (entro la quale si sarebbe dovuta pagare un'aliquota aggiuntiva del 5%). Il governo non esclude tuttavia che ci possa essere una modifica della norma nel corso dell'iter parlamentare della manovra, con un ampliamento della platea ai ricavi più alti.

PER VIADOTTI, PONTI E TUNNEL 1 MILIARDO

Il piano di Bilancio dell'Italia include spese eccezionali per 0,05% del Pil per il prossimo anno. In particolare, dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, si prevede una programma di manutenzione straordinaria per strade e collegamenti. La legge di Bilancio dedica 1 miliardo di euro per la sicurezza di viadotti, ponti e tunnel. Gli interventi saranno trattati – viene spiegato – con procedure di emergenza per realizzare rapidamente i lavori.

SALGONO LE TASSE SUI PREMI ASSICURATIVI

Arriva un aumento delle tasse per i premi delle assicurazioni. Il governo prevede un incremento dall'attuale 59 per cento al 75% per il 2019 e dall'attuale 74% al 90% per il 2020. Negli anni successivi il prelievo sale al 100%.

PER LE BANCHE STRETTA SULLA DEDUCIBILITÀ DELLE SVALUTAZIONI

Il governo differisce, al 31 dicembre 2016, per le banche la deducibilità del 10% dell'ammontare di svalutazioni e perdite su crediti e 'spalma', in 10 anni, quella sui crediti dovuti ai nuovi principi contabili Ifrs9, aumentando così, di fatto, la tassazione a carico degli istituti di credito. Le due misure avranno un impatto sul Pil rispettivamente dello 0,05 e dello 0,06% nel 2019. Banche e assicurazioni contribuiranno alla manovra con un gettito di oltre 4 miliardi di euro. A carico delle banche sono previsti anche interventi fiscali non meglio specificati per circa 1,2 miliardi di euro. Nelle tabelle inviate dal governo a Bruxelles si parla di misure con "efficacia immediata" che valgono lo 0,07% del Pil nel 2019, lo 0,05 nel 2020 e lo 0,03 nel 2021.

NIENTE TAGLI ALL'EDITORIA MA REVISIONE DELLE REGOLE

Sul taglio ai fondi all'editoria l'idea è quella di una rivisitazione dei soggetti a cui destinare risorse che prevede un taglio graduale per i grandi gruppi editoriali ma non per le testate giornalistiche locali che, anzi, oltre a vedersi confermato il contributo, dovranno essere maggiormente sostenute. «Chi quotidianamente garantisce il pluralismo dell'informazione sul territorio», ha spiegato il leghista Alessandro Morelli, presidente Commissione Trasporti della Camera, «non ha motivo di temere anzi il suo contributo sarà fondamentale per studiare il modo migliore per rilanciare un mondo che sarà protagonista della rivoluzione del 5G».

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