Don Seppia: «Li voglio giovani e con problemi»

Don Seppia: «Li voglio giovani e con problemi»

16 Maggio 2011 16.41
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Don Riccardo Seppia, parroco di Sestri Ponente, arrestato venerdì con l’accusa d’abuso sessuale su minori e cessione di stupefacenti è stato interrogato lunedì 16 maggio nel carcere di Marassi dal gip Annalisa Giacalone e dal pm Stefano Puppo. Il sacerdote, che è stato sospeso dalla curia e difeso dall’avvocato Paolo Bonanni si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al don viene contestato un tentativo di violenza sessuale nei confronti di un chierichetto di 16 anni e la cessione di stupefacenti. Droga che, per l’accusa, il prete avrebbe scambiato con prestazioni sessuali.
Don Seppia è comunque «pronto a collaborare coi magistrati e ad assumersi le sue reposnsabilità», ha fatto sapere il suo legale, l’avvocato Paolo Bonanni. «Don Riccardo è tranquillo, presente e lucido. Chiederemo un nuovo interrogatorio nei prossimi giorni ma solo dopo aver letto le carte del fascicolo. Adesso abbiamo dieci giorni di tempo per fare ricorso al tribunale del Riesame».
«LI VOGLIO GIOVANI E CON PROBLEMI». Li voleva giovani: quattordici, al massimo 15 anni. Perché «sedicenni sono già troppo vecchi». E poi con problemi di famiglia, di disagio. Erano queste le richieste che don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente avrebbe fatto al suo pusher, un immigrato residente a Genova, che gli procurava droga e anche ragazzini con i quali se possibile trattenersi in incontri intimi. È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche riportate nelle 40 pagine di ordinanza emessa dal gip di Milano (prima che gli atti d’inchiesta fossero trasmessi per competenza alla procura genovese), telefonate e messaggi sul cellulare contestate oggi durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Marassi.
Due le zone dove lo spacciatore cercava le vittime: la Fiumara, cioé il grande centro commerciale di Sampierdarena e il Centro storico. Una volta contattato un ragazzino disponibile, il pusher ne dava il numero di telefono al prete. E don Riccardo cominciava le avances. Per incontrarli, prometteva loro cocaina. Se non disponibile, era sempre pronta una banconota da 50 euro. I messaggi e le telefonate erano insistenti, quasi assillanti: varie decine al giorno.
LE FAMIGLIE SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE. Stanno valutando di costituirsi parte civile e di farsi rappresentare da uno stesso avvocato, le famiglie dei ragazzi presunte vittime, a vario titolo, delle molestie di don Riccardo Seppia. «Vogliamo essere uniti e agire in modo comune per avere giustizia», ha detto il padre di uno dei ragazzi ascoltati dagli inquirenti nei giorni scorsi. «Non vogliamo vendetta ma quell’uomo ha fatto del male ai nostri ragazzi ed è giusto che paghi».
SENTITA LA PRIMA VITTIMA. Sarebbe già stato sentito dal magistrati il ragazzo di 15 anni, confermando quanto subito, che sarebbe stato baciato da don Riccardo Seppia. Nei prossimi giorni, invece, sarà sentito un altro minorenne che il prete avrebbe approcciato, per eventualmente confermare quanto emerso dalle intercettazioni degli sms mandati da don Riccardo. Ma nell’inchiesta potrebbero esserci altri minorenni coinvolti, sempre con soli tentativi compiuti tramite cellulare, ma residenti a Milano, dove il prete andava a rifornirsi di droga e frequentava discoteche e saune.
Don Riccardo avrebbe parlato del bacio al ragazzino con un suo amico: «Ormai è fatta. L’ho baciato in bocca», si legge nelle intercettazioni. Nell’ambito dell’attività investigativa, i carabinieri stanno esaminando i tre computer sequestrati nella casa del parroco. Sarebbe già accertato che don Riccardo facesse avances ai ragazzini anche nelle chat, dove si presentava con la sua vera identità.
Sarebbero almeno quattro, secondo quanto si apprende, le famiglie ascoltate dai carabinieri del Nas di Genova, che indagano sulla vicenda. «Ci hanno fatto ascoltare le intercettazioni telefoniche – si limita ad aggiungere l’uomo – nelle quali si ascoltano commenti terrificanti di quell’uomo nei confronti dei nostri figli. Sono cose inaudite, indicibili e irripetibili…».

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