Gianfranco Rotondi

Una nuova Dc è l'unica alternativa ai populisti gialloverdi

Una nuova Dc è l’unica alternativa ai populisti gialloverdi

18 Gennaio 2019 13.13
Like me!

Due centenari hanno riproposto la questione democristiana: il compleanno purtroppo mancato di Giulio Andreotti e la ricorrenza della fondazione del Ppi di don Luigi Sturzo. Del resto i due avvenimenti venivano associati dallo stesso Andreotti con la sua proverbiale ironia: «Il 1919 segnò due sciagure, la mia nascita e quella del Ppi nel giro di pochi giorni». Al di là delle battute andreottiane, mai ricorrenze sono cadute così a fagiolo sull’agenda politica italiana: i populisti dominano il campo con sondaggi da capogiro; i partiti tradizionali si sciolgono come neve al sole del governo gialloverde; la Chiesa, nello smarrimento generale, torna a parlare di impegno diretto dei cattolici, e qualcuno si spinge a progettare un vero e proprio partito.

LEGGI ANCHE: Il fantasma di don Sturzo si aggira fra i vescovi

UNA RINNOVATA ESIGENZA DI PRESENZA CATTOLICA IN POLITICA

È scontato che i due anniversari vengano coniugati con questa rinnovata esigenza di presenza cattolica in politica. Da questo punto di vista il centenario più istituzionale è quello del Ppi: il popolarismo rappresenta una cultura per certi versi più moderna di quella democristiana, intriso com’è della profonda laicità che – paradosso della storia – un prete seppe imprimergli. Eppure, sui social la guest star è stato il divo Giulio, twittato, postato, aggredito e osannato da un popolo della Rete avviluppatosi in una serie di interventi divenuti velocemente virali. C’è da dire che Andreotti era in formato social quando ancora la Rete non esisteva: i suoi tweet erano le battute lapidarie e spesso leggendarie; le sue dirette Facebook erano le apparizioni televisive in punta di sorriso quando la retorica politica era paludata e contorta.

LEGGI ANCHE: La Chiesa e quella nostalgia per la Democrazia Cristiana

LE CONDIZIONI PER LA NASCITA DI UNA NUOVA DC

Ma basterà questo ritorno di fiamma a partorire una nuova Dc? Sì e no. I due populismi di governo lasciano spazio a una nuova offerta politica che si contrapponga a loro senza complessi. Forza Italia e Giorgia Meloni si consumano nella serenata sulle note del torna a casa Matteo, e pregiudicano ogni appeal di alternativa elettorale al leghismo. Lo stesso Pd dà più l’idea di volersi sostituire a Salvini che di voler mandare a casa tutta l’alleanza populista. Ecco che un partito cattolico potrebbe – per la prima volta dopo il ‘48 – diventare interessante anche per i laici. Ma riuscirà il mondo cattolico a compattarsi e quindi a esercitare un potere di attrazione sul grosso elettorato? Serve un leader, e si può trovare. E serve un passo indietro dei tanti cacicchi neoguelfi convinti che la rinascita democristiana sia affare per loro. Forse è quest’ultima la condizione più difficile a realizzarsi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *