Marina Viola

Cosa ho capito parlando con un trumpiano

Cosa ho capito parlando con un trumpiano

Ha lavorato tutta la vita, è un buon padre e un brav’uomo. Eppure il muratore che mi sta ristrutturando il portico crede ciecamente nel tycoon. E in tutte le fake news che la destra estrema ha diffuso in questi anni.

03 Luglio 2019 14.45

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Ho trovato il numero di James sulle pagine gialle: sono in campagna senza famiglia da quasi un mese e ho deciso che bisognava ristrutturare il portico davanti casa, che l’inverno passato ha completamente distrutto. Si è presentato, James, con il suo pick up, la sua pancia da Babbo Natale, la sua barba bianca, e mi ha detto che lui questo tipo di lavori li fa da 30 anni. Il prezzo era giusto e ci siamo messi d’accordo che avrebbe iniziato la mattina dopo.

COME È POSSIBILE VOTARE TRUMP

Si è presentato verso le otto, svegliandomi, e mi ha chiesto un caffè. Da quel giorno, quando viene, la prima mezz’oretta la passiamo a chiacchierare, bevendo il primo caffè insieme e fumandoci la prima sigaretta. Da subito ha preso confidenza e abbiamo cominciato a parlare di politica. Cioè, parla lui, io ascolto. È la prima persona che conosco che è fervente sostenitore di Donald Trump, ed ero curiosa. Il primo giorno mi ha detto: «Perché, secondo te Obama è nato negli Stati Uniti? Lo sanno tutti che è keniota. Ci ha fregato!». Io ho cercato di spiegargli che non è così, ha mostrato il suo certificato di nascita mille volte. «Sì, ma è falso!». «Facciamo così», gli ho risposto, «Trump ci fa vedere quante tasse paga, e io ti faccio vedere il certificato di nascita autentico di Obama…». E James si è messo a ridere.

Una elettrice di Trump in Florida.

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UN SOLO PAESE E DUE MONDI LONTANISSIMI

Poi ha cominciato a dire cose sempre più lontane dal mio mondo di Cambridge, pulito, politically correct e estremamente liberal. Il giorno dopo, per esempio, se ne è uscito con il fatto che «sì, saranno anche morti 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti, e sono ancora lì a lamentarsi, ma di russi durante la Seconda Guerra mondiale ne sono morti 20 di milioni. Come la mettiamo?». Non sapevo bene come rispondere, mi aveva preso di contropiede. Dopo tutto, erano solo le otto del mattino. Da lì, ha cominciato a sostenere che tutti gli allarmi sull’ambiente sono confezionati dagli scienziati che cercano solo più soldi per fare ricerca, ed è per questo che dicono cose assurde.

LA SCIENZA? «TUTTA COLPA DELLA NASA»

«Ma come fai a non credere alla scienza?», gli ho chiesto un po’ attonita. «Perché sono tutte ricerche della Nasa. La Nasa è del governo, e il governo fa solo cose brutte. Ti ricordi a Waco Texas, quando hanno ammazzato tutte quelle persone solo perché seguivano un guru? Poi certo che vanno a mettere le bombe in Oklahoma, se il governo si facesse i fatti suoi, non ci sarebbero di queste tragedie…». Gli ho chiesto allora se crede sia giusto che il governo al confine con il Messico tenga imprigionati migliaia di bambini, dopo averli separati dai genitori, in condizioni terribili. Ma lui ha detto di non credere a queste cose. «Tutte fake news».

Elettori di Trump.

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BIG BANG, LA PRIMA FAKE NEWS

Stamattina è arrivato un po’ prima, e il caffè non era ancora pronto. L’ho salutato dalla finestra e gli ho detto che gli avrei portato la sua tazza preferita. Quando sono uscita, la prima cosa che mi ha detto è: «Perché, tu non crederai mica al Big Bang, vero? Ma secondo te, non è stato Dio a creare tutto questo?». «No», gli ho detto sconfitta, «quella del Big Bang è tutta una fake news». «Ah ecco!», mi ha risposto soddisfatto.

«LA CORRUZIONE È UN MALE CON CUI DOBBIAMO CONVIVERE»

Poi sono rientrata e ho pensato che lui, un uomo tutto d’un pezzo, fedele marito e fedele cristiano, che ha tirato su sei figli costruendo verande a destra e a manca, è il risultato di anni di teorie complottistiche che la destra estrema ha inventato per poter rubare voti a persone che non hanno molte opportunità, o voglia, di andare a fondo, di scoprire se quello che sentono su Fox News è vero. Così mi sono fatta coraggio e gli ho chiesto: «Ma scusa, uno come te, che fa lavori manuali, si spacca la schiena da anni per portare la pagnotta a casa, che vuole essere una brava persona, che va a messa la domenica, cosa vede in Trump, che è un privilegiato, ricchissimo, corrotto cittadino di New York, che per te è come se fosse la Babilonia moderna?». «Lui non ha paura di dire quello che pensa, e intimidisce gli altri leader mondiali. Vedrai che vincerà ancora. Te lo assicuro. Corruzione? Dimmi il nome di un politico che non è corrotto! La corruzione è un male con cui dobbiamo abituarci a convivere!». Spero che si sbagli ancora, sia sulla prossima vittoria di Trump sia sul fatto che ci dobbiamo abituare ad accettare la corruzione. In compenso, però, è bravissimo a rifare i portici.

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Commenti: 2

  1. Umilissima giornalista dall’irrilevante nome. Sono sbigottito dalla sua presunzione di avere in tasca la verità assoluta, come se le fosse discesa da chissà quale femminista Divinità, la Madonna, Sophia, o Astarte, e come possa, avendo da buona radical chic l’ovvia capacità di valutare ed apprezzare il lavoro di un umile operaio qualificato nella sua lussuosa casa, addirittura ergersi a somma conoscitice del Tutto che a Cambridge o a Oxford così così bravi a tatuare nel cervello degli stolti ambiziosi. La vorrei mestamente riportare con i piedi per terra e assicurare che lei non fara’ mai strada ne come giornalista, politica, pizia o profetessa. Che nonostante si erga a giudice della Corruzione, oltre che alla custode di grandi verità strampalate e facilmente falsificabili come i certificati di nascita di un presidente globalista, tutte le sue convinzioni sono corrotte da grandi strateghi che utilizzano gli stolti come lei per la loro immensa opera di disinformazione. Certamente non e’ lei la grande stratega. Le suggerisco la prossima volta di eccedere con l’alcool piuttosto che con i suoi antipatici e presuntuosi articoli chiaramente indicativi di un grave e sinistro disturbo narcisistico della personalità. Distinti Saluti. Alex

  2. Che spocchia Signora Viola, che arroganza. Che articolo fastidioso, ma avete un direttore?

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