Donald Trump, la Corte suprema del Michigan ha deciso che potrà partecipare alle primarie

Redazione
27/12/2023

Il tribunale ha respinto l’appello degli elettori che hanno chiesto la squalifica dell'ex presidente a causa della sua incriminazione per l'assalto al Campidoglio. La sentenza contrasta con quella del 20 dicembre del Colorado.

Donald Trump, la Corte suprema del Michigan ha deciso che potrà partecipare alle primarie

La Corte suprema del Michigan ha respinto l’appello degli elettori che hanno chiesto la squalifica di Donald Trump dalle primarie per le presidenziali del 2024 a causa della sua incriminazione per l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti, avvenuto il 6 gennaio del 2021. La sentenza del Michigan contrasta con quella del 20 dicembre della massima Corte del Colorado che ha deciso di escludere Trump dalle primarie, anche se la decisione è stata sospesa in attesa del verdetto finale della Corte Suprema federale.

Il Michigan ha respinto il ricorso per «motivi procedurali»

Al momento sono 30 gli Stati federali nei quali è stata sollevata la questione dell’eleggibilità dell’ex presidente Usa. Gli elettori hanno chiesto la squalifica del tycoon in base al 14esimo emendamento della Costituzione americana che vieta alle persone coinvolte in «insurrezioni o ribellioni» di ricoprire incarichi se hanno precedentemente prestato un giuramento istituzionale agli Stati Uniti. Secondo quanto riferisce la Cnn, il giudice del Michigan che per primo ha esaminato il caso ha affermato che la legge statale non dà ai funzionari elettorali alcun margine di manovra per controllare l’ammissibilità dei candidati alle primarie presidenziali. Il Michigan ha quindi respinto il caso interamente per motivi procedurali, affermando però di lasciare la porta aperta a eventuali altri ricorsi dopo il risultato delle primarie. Il giudice ha inoltre affermato che la decisione non dovrebbe spettare ai tribunali. Il tema, infatti, ha accesso un ampio dibatto negli Stati Uniti, dove secondo alcuni l’eleggibilità di Donald Trump dovrebbe essere decisa direttamente dagli elettori, che hanno la facoltà di valutare se un candidato è all’altezza del ruolo per il quale si candida.