Cosa ha detto Trump all'Onu su Iran, dazi e Corea del Nord

Cosa ha detto Trump all’Onu su Iran, dazi e Corea del Nord

25 Settembre 2018 15.14
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Davanti all'Assemblea dell'Onu Donald Trump ha dato "spettacolo". Il suo intervento, infatti, è stato accolto con qualche risata soffocata in sala. «Non mi aspettavo questa reazione», ha risposto il presidente Usa, «ma va bene lo stesso». Del resto il tycoon durante l'intervento non ha fatto che lodare la propria amministrazione. «Un anno fa ero qui a dirvi cosa avremmo fatto, oggi sono qui davanti a voi per parlarvi degli straordinari progressi che l'America ha fatto», ha dichiarato, mettendo in chiaro: «La mia amministrazione ha ottenuto più di ogni altra amministrazione nella storia». L'America che ha descritto Trump è «più forte, più ricca, più sicura». Con un'economia «che sta esplodendo, come mai prima», «la Borsa a un massimo storico e la disoccupazione al minimo storico da 15 anni». Insomma promozione (personale) e a pieni voti del suo America First.

TRUMP PER IL SOVRANISMO

Il presidente Usa poi ha messo in guardia: «Aiuteremo solo i Paesi che ci rispettano», ricordando che «la libertà sopravvive solo in Paesi dove regnano la sovranità e l'indipendenza». Centrale nel suoi intervento dunque il tema della sovranità, o del sovranismo. «Noi rigettiamo la dottrina del globalismo» ha detto il presidente, «l'America sceglierà sempre l'indipendenza e la cooperazione piuttosto che il controllo e la dominazione» e per questo «vi chiediamo di rispettare la nostra sovranità». E, ancora: «Ogni Paese presente in questa Assemblea deve potere gestire le migrazioni secondo le proprie politiche e i propri interessi, e gli Stati Uniti vogliono fare lo stesso».

MANO TESA A KIM JONG-UN

Per quanto riguarda la politica estera, Trump ha ricordato la distensione con la Corea del Nord e ha ringraziato il dittatore Kim Jong-un «per il suo coraggio». Anche se, ha precisato, «le sanzioni restano fino alla denuclearizzazione». Un bel cambio di prospettiva rispetto al «piccolo uomo razzo» con cui lo aveva apostrofato un anno fa. Con la Cina il presidente Usa si è mostrato più cauto. Da un lato ha ringraziato il presidente Xi Jinping e quello coreano Moon per il contributo dato alle relazioni con Pyongyang, ma parlando della guerra commerciale che lui stesso ha innescato, si è tolto i guanti di velluto: «Non tolleriamo le loro pratiche». Per quanto riguarda poi l'Iran, Trump ha minacciato di essere pronto a nuove sanzioni. Il Paese, secondo il commander in chief, «deve rimanere isolato fino a che continuerà a sostenere il terrorismo e finché le sue aggressioni continueranno». Per Trump, inoltre, il regime di Teheran «saccheggia risorse del Paese per diffondere caos, distruzione e morte in tutto il Medio Oriente». Una battuta poi sulla guerra in Siria. «Continueremo a combattere per risolvere la situazione, che mi spezza il cuore», ha dichiarato Trump. «Chiediamo alle Nazioni Unite di guidare e rinvigorire il processo di pace», che porti a una «soluzione politica». Ma «state sicuri», ha aggiunto, «che gli Stati Uniti risponderanno se verranno usate armi chimiche dal regime di Assad».

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